Alcuni giorni fa una nostra giornalista ha inviato una serie di quesiti ad una rivista on-line antievoluzionista.
Le domande erano più o meno le seguenti:
- Se ritenete la teoria evoluzionista fallace, qual'è secondo voi un'alternativa valida?
- Se la teoria è il "creazionismo" potete spiegarmi a che livello tale creazione è avvenuta: a livello di quark, di nucleoni (protoni e neutroni), genericamente di barioni e leptoni, di atomi, di molecola inorganica, di amminoacido, di proteina, di nucleodite, di acido nucleico, di cellula procariote, di eucaria, di cellula eucariote, di organismo pluricellulare, di specie animale o di genere animale? Se ne avete individuata una spiegatemi il perché?
- Tra tutte quelle elencate ammettete il passaggio di una delle fasi della materia all'altra.
- Se doveste insegnare il creazionismo su cosa si baserebbe il programma? Esclusivamente sulla confutazione dell'evoluzionismo?
- Secondo voi in un corso di astronautica al fine di stabilire la traiettoria di un vettore spaziale da inviare su un altro pianeta si insegna la teoria eliocentrica secondo i dettami di Keplero e Newton o si confuta semplicemente quella geocentrica? (nel secondo caso difficilmente si arriverebbe da qualche parte)
- Quando ci si è accorti che i calcoli di Newton e Keplero non davano ragione dell'orbita di Mercurio si è tornati alla teoria geocentrica?
- Mi spiegate perhé nonostante la relatività generale abbia risolto anche l'enigma di Mercurio si continuano ad inviare razzi interplanetari seguendo Keplero e Newton?
- La vostra non vi sembra più una confutazione politica anziché un confronto scientifico?
Queste domande sono la diretta conseguenza ai continui attacchi da parte delle schiere di creazionisti.
Ebbene nell'ambito dello studio delle malattie mentali ogni nuova idea per quanto supportata da dati analitici attraverso la gogna interpretativa del doppio cieco (che nell'ambito della psichiatria non sempre tiene conto della unicità di ogni singolo caso) ha subito attacchi di questo tipo.
Ha dovuto sottostare innanzitutto ad una persecuzione di carattere politico che ad un confronto scientifico ricordo le testuali parole pronunciate alcuni anni fa dal presidente dell'ANGSA Puglia (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Artistici) "La nostra linea di condotta è innanzi tutto di tipo politico ancor prima che scientifico".
Il guaio è che in Italia vendono sprecati fior di miliardi in ricerche atte a consolidare linee politiche e non approcci scientifici.
Noi siamo il paese in cui viene finanziata la confutazione a priori, da noi casi come quelli illustrati nel film "L'olio di Lorenzo" sono la regola e non l'eccezione.
Nella trasmissione RAI "Report" di alcuni anni fa trattando il problema ricerca si metteva in evidenza come da noi solo una piccola percentuale dei soldi assegnati alla ricerca raggiunge il ricercatore, la grossa fetta si ferma negli apparati burocratici di megastrutture dove lo stipendio dell'usciere, dell'economo e dell'infermiere è pagato con i soldi destinati allo sviluppo di nuove scoperte. (E' chiaro che è difficile smuovere questo apparato ben lubrificato di interessi personali).
Beppe Grillo ci faceva ricordare "Non dimentichiamo che il faccendiere Poggiolini risultava essere un ricercatore, unico caso al mondo in cui un ricercatore è diventato ricercato".
Lo stesso "Report" mostrava come negli Stati Uniti d'America i centri di ricerca fossero molto più snelli e distribuiti in modo tale che più soldi possibili finissero direttamente nelle mani di chi opera o in macchinari di ausilio alla ricerca.
Noi siamo il paese in cui un pediatra o un medico generico che non ha mai messo piede in un laboratorio di ricerca o seguito una conferenza di aggiornamento si permetta di dire che l'ABA (Analis Behavior Applied) , il Dan (Defeat Autism Now) o gli studi genetici (Le Scienze - Agosto 2012) non siano provati scientificamente e che gli americani come al solito pubblicano solo americanate.
Ma non sono i ricercatori italiani ad emigrare in America? A sentire questi medici la cui cultura medica è spesso costruita botte di notizie apprese dagli informatori scientifici sembrerebbe il contrario.
Negare a priori la possibilità che una malattia quale l'autismo possa guarire è antiscientifico, vuol dire non ammettere alcun tipo di ricerca in tale direzione, e come se nonostante gli sforzi sulla missilistica fatta in passato da Von Brown qualcuno avesse detto è impossibile inviare una sonda nello spazio, come ben sappiamo l'uomo è arrivato ben oltre lo spazio circostante la terra.
Solo puntando al massimo risultato si possono ottenere vantaggi intermedi, le pseudo-cure fatte con finalità diversa della guarigione finiscono sempre per trasformarsi solo ed esclusivamente in assistenza al malato.
Durante la mia lunga carriera di mamma di una bambina autistica tra le decine e decine di genitori conosciuti che hanno optato esclusivamente per l'intervento farmacologico diretto, non uno ha ottenuto miglioramenti cognitivi e non uno ha avuto miglioramenti coscienti del comportamento (un bambino deve essere tranquillo perché sceglie di essere tranquillo e non perché si droga, in poche parole bisogna abituarlo all'autocontrollo).
L'obiettivo di queste azioni è sempre e solo stato quello di salvaguardare la salute di chi assiste il bambino e non il bambino stesso.
Rispetto a questo modo di agire hanno ottenuto miglior risultato persino alcuni di coloro che si sono recati in pellegrinaggio a Lourdes.
Indirizzare soldi alla ricerca in direzioni diverse della guarigione è l'equivalente al finanziamento di studi per dimostrare il creazionismo, la terra piatta, o il geocentrismo. Soldi che solo apparentemente vanno alla ricerca ma che in realtà vanno alla letteratura, alle religioni e alla politica.
LUPA

scritto da LUPA, ottobre 01, 2010
Secondo lei non rientra nelle attività di un medico l'aggiornamento attraverso la partecipazione a congressi internazionali.
Non rientra nelle attività del medico associare la lettura di riviste quali "gente" o "oggi" (che puntualmente finiscono in sala attesa) con altre quali Le Scienze, Nature, Science, Lancet.
Quanti medici visitano regolarmente o sono abbonati alla rivista on-line Pub-med ?
Quanti pediatri sono nelle condizioni di riconoscere le avvisaglie dell'autismo ed indirizzare il piccolo paziente in un centro che attua la diagnosi precoce (centro inesistente in molte regioni).
Quanti di questi pediatri sono disposti ad aggiornarsi ?
Quanti medici hanno umilmente seguito corsi di public-relation necessari a migliorare la comunicazione con i genitori che potenzialmente sono restii ad ammettere la malattia del proprio figlio ?
Le sembra che ci sia da fare poco ?
Chiaramente non tutti i medici sono così, ma è impressione comune che la maggior parte di loro curi principalmente la tasca e lo status symbol
scritto da Elena, ottobre 02, 2010
Effettivamente quando un medico diagnostica senza ombra di dubbio un Tumore una Polmonite , intolleranze alimentari, celiachia etc.. etc.. chiarisce una situazione oscura , incide profondamente sullo sviluppo psicologico futuro del paziente molto spesso risolvendo i problemi.
In questo caso si ha una personalizzazione tale della scienza da far apparire tutte le altre , inconsciamente , superflue o astratte.
Questa convinzione nasce da una visione egocentrica della vita quasi di tipo Aristotelico, tutto deve ruotare intorno alla salute dell’individuo , il medico acquista così le sembianze dello stregone o per certi aspetti del demiurgo portatore di verità divina.
Ma in realtà il medico “Dio” non è , come tale non è nemmeno immensamente buono e spesso sfrutta questi punti di forza per trasformare , individualmente o come casta, ciò che dovrebbe essere una missione (ricordiamo il giuramento di Ippocrate) in ricatto per raggiungere privilegi che altre professioni di pari dignità non hanno .
Non esiste infatti professione dove è possibile svolgere contemporaneamente attività pubblica e privata
Altri motivi per cui il medico acquisisce privilegi, sono una conseguenza diretta del primo.
Quando una scienza è molto seguita, nell’ambito dell’economia di mercato ne diventa valore aggiunto
scritto da Ernesto, ottobre 19, 2010
Per ripetibile si intende che lo stesso esperimento deve essere svolto con esito positivo in altro luogo, in altri tempi e da altre persone .
In medicina ciò non è sempre vero, capita che per lo stesso problema fisico si arriva ad ottenere 5 diagnosi diverse da 5 differenti medici.
Questo è anche il motivo principale per cui esiste una medicina alternativa ma non una fisica alternativa.
Conscì di questo limite, chi opera in campo medico dovrebbe essere più umile è disponibile. Non è così .
Paradossalmente la frase “non è scientificamente provato” esce molto più frequentemente dalla bocca di un medico che da un vero e proprio scienziato.
scritto da Elena, ottobre 21, 2010
Dalla derisione nei confronti di Pasteur sugli effetti degli agenti patogeni alla negazione a priori dei possibili effetti collaterali di alcuni vaccini (in particolare quello per l’influenza A (H1N1)) che guarda caso i medici non hanno voluto sperimentare su se stessi, passando inoltre per il licenziamento nel 1865 del medico viennese Ignaz Philipp Semmelweis,reo di avre sostenuto che la morte per febbre puerperale di alcune partorienti all'interno dell'ospedale di vienna era di origine patogeno-batterica. il mondo della medicina è stato sempre governato da una setta (NB setta e non casta)
scritto da Renato, ottobre 21, 2010
Dobbiamo parlare di ricerca ?
E’ indubbio che con l’avanzare del farmaco personalizzato il sistema di sperimentazione a doppio cieco inizia a diventare obsoleto.
Dirò di più , in ambito neuropsichiatrico se si vuole ottenere un quadro clinico a 360 gradi il doppio cieco è addirittura controproducente, non esiste infatti un caso identico ad un altro.
Convengo che probabilmente è stato proprio questo protocollo di sperimentazione a castrare ogni tentativo di studio sulle malattie neuropsichiatriche.
Il problema non è criminalizzare la categoria dei medici, ve ne sono di coscienziosi, ma trovare un alternativa.
Nella mia cerchia professionale è idea comune che si debba procedere come in economia.
Sperimentazione a campione statistico per area geografica.
Ogni microambiente deve essere analizzato e monitorato in maniera capillare sino all’esame del singolo individuo.
I risultati prodotti devono essere certificati e inseriti in una banca dati accessibile a tutti i medici i quali a loro volta sono costretti ad accedervi pena l’interdizione dal servizio.
I dettagli di questa proposta andranno chiaramente rivisti ma allo stato attuale non ci dovrebbero essere grosse pecche attuative.
scritto da Sara, dicembre 14, 2010
Pare in Basilicata vi sia un caso lampante.
Alcuni giorni fa su “La gazzetta del Mezzogiorno” è uscito un articolo che descriveva come un posto di lavoro bandito dal CNR ,destinato ad una ricercatrice, sia finito ad una commessa.
Saluti Sara
scritto da Silvia, febbraio 25, 2011
Morale
Fin quando ogni singolo medico , comportandosi da provetto scienziato, si arroga il diritto di confutare senza benchè minima prova personale una terapia validata dall'ordinamento medico nazionale la ricerca neurologico-psichiatrica infantile non avrà futuro
Il sogno di Renato , radiare tutti gli inadempienti, è pura utopia. Oggi quella dei medici è la più potente lobby esistente in Italia


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