| Dario Fo –Tra satira beneficenza e ateismo |
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| Scritto da Stefano Cordati |
| Lunedì 14 Novembre 2011 09:50 |
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Una delle rappresentazione satiriche più famose di tutti i tempi è l’immagine di una vignetta in cui un membro del terzo stato , subito dopo la rivoluzione francese, cavalca un nobile ed un prelato tenendo infilzata sulla spada una lepre, simbolo dell’abolizione del diritto di caccia riservato alla sola nobiltà. Giampiero Mughini , che pur stimo per cultura, distingueva ad esempio tra : “satira con il sorriso” (Fiorello) e “satira con il coltello tra i denti” (Dario Fo, Guzzanti,Luttazzi, Benigni, Paolo Rossi) e tra satira al di sopra delle parti e satira di una parte politica verso un’altra. Vedere rappresentazioni teatrali come “Ubù la vera storia di Berlusconi” dove Dario Fo in un breve intermezzo prende le parti di Montanelli e Biagi , strenui difensori della satira, e che “comunista” non hanno mai votato , o “l’anomalo bicefalo” dove lo stesso autore definisce D’Alema come “Affiliato alla destra” Come dimenticare poi la vicenda Luttazzi ecco una cronaca di Wikipedia “La puntata di Satyricon diretta da Luttazzi in cui Forza Italia (come raccontato dallo stesso Marco Travaglio nel libro "Regime") aveva trasmesso la registrazione ufficiale della semisconosciuta intervista nel 1992 del giudice Paolo Borsellino ai reporter francesi Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi in cui si parlò dei legami di Berlusconi e Dell'Utri con Cosa Nostra, tramite personalità di mafia quali Vittorio Mangano o Stefano Bontate. Inoltre, nella medesima puntata, Silvio Berlusconi intervenne telefonicamente (peraltro scavalcando le intenzioni di diserzione del programma manifestate da parte del centrodestra), accusando il programma di essere "un processo in diretta" e sostenendo anche la necessità di continuare a disertare i programmi RAI per ottenere maggiori garanzie di integrità; per queste ragioni, nonché per il suo atteggiamento sul tema del caso Satyricon venne duramente criticato, su Telemontecarlo, dal giornalista liberale Indro Montanelli (durante una intervista), che accusò Berlusconi e Fini (colpevole di aver annunciato future epurazioni in RAI da parte della CdL) di "fascismo squadrista" e di "grave intolleranza e sensibilità verso la satira [riferendosi alla contestata puntata di Satyricon di Daniele Luttazzi, NdA]". Non dimentichiamo inoltre che anche libri inchiesta come “La casta” di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo colpiscono anch’essi a 360 gradi e che alla caduta del governo di centro sinistra con le stampelle , il 7 Febbraio 2008, contribuirono in modo sostanziale le inchieste giornalistiche di “Anno Zero” sulla vicenda De Magistris-Mastella La satira è una sola e tale dovrà sempre rimanere. Ricordando un triste passato, in cui negli stati europei dove vigevano le monarchie assolute, lo stato era spaccato in una contrapposizione netta tra potere regale e popolo, anche oggi la vera opposizione politica in Italia, non è quella tra le fazioni partitiche, destra e sinistra, ma è quella che il cittadino cerca di esercitare nei confronti della partitocrazia e del potere , vecchio cavallo di battaglia di un giovane Marco Pannella. Vorrei ricordare solo alcuni nomi Liu Xiaobo (2010) "per la sua lunga e non violenta lotta per i diritti umani in Cina"(2011) Ellen Johnson Sirlea, Leymah Gbowee, Tawakkul Karman "per la loro lotta non violenta per la sicurezza delle donne e per i diritti di partecipazione delle donne in un processo di pace in particolar modo nei loro paesi Yemen e Liberia, (2003)" Shirin Ebadi "per il suo impegno per la democrazia e i diritti umani. Si è concentrata soprattutto nella lotta per i diritti delle donne e dei bambini In Iran"(1989) Tenzin Gyats (14º Dalai Lama) Contrarietà all'uso della violenza nella lotta del suo popolo per la liberazione del Tibet.” Etc .. etc.. Ebbene sotto molti aspetti la nostra libertà di espressione è ai livelli di “Cina, Iran, Yemen, Liberia etc..” Non a caso dai rapporti dell'organizzazione non governativa statunitense Freedom House nel 2009 , ha stilato una graduatoria sui rapporti della libertà di stampa del mondo , l’Italia compare in Europa al penultimo posto (dopo di lei c’è solo la Turchia) e a livello mondiale uguagliamo nazioni come . Il Madagascar, il Monzambico, Le repubbliche delle banane dell’America latina, la Mongolia e Il Kazakistan.(Vedi cartina sotto riportata)
Dopo questo lungo preambolo di contestualizzazione necessario a far rilevare polemiche strumentali espresse dal potere attraverso i media, atte ad abbattere la libertà di espressione in nome di una fantomatica giustizia informativa (sbandierata equamente a destra e a sinistra) entriamo nel vivo dell’argomento. Piuttosto che sull’opera “L’anomalo bicefalo” oggetto di questa rubrica e la cui trama parla di un androide con metà cervello di Berlusconi e metà di Putin, intendo soffermarmi sul commento finale, più consono ad una rubrica di scienza e società. Dimostrazione lampante che la bontà non è una prerogativa unica delle religioni. A tal proposito , una delle critiche che viene mossa agli italiani, già da me espressa brevemente all’inizio della rubrica “Universi fantastici – Universo Italia” è quello di essere succubi di una cultura poco laica se non addirittura pro-clericale, dove la Chiesa è l’unico garante della buona azione , quasi avesse il copyright. E’ da precisare che il film di cui parlo “Henry Dunant, Du rouge sur la croix” non è mai stato tradotto in italiano. In seguito ebbi una conferma della mia impressione leggendo su “You tube” un commento del video “Story of an idea” dedicato proprio al film appena citato. Eccolo riportato: “And of course they left out that Mr. Dunant was a Christian, and was ispirated and moved by Christianity” , che in breve esprime il concetto. “Il film ha voluto far passare il messaggio che la Croce rossa poteva nascere unicamente se ispirata alla Cristianità o al massimo , al credo religioso (considerato l’affiancamneto nei paesi arabi della luna rossa)”. Non è inoltre a caso che questa rubrica viene inserita subito dopo “Pillole di scienza – La straordinaria storia della cicala che credeva di essere un Grillo” Nel mondo occidentale Cristiano si è sempre tentato di far passare il concetto, sia in maniera latente che manifesta, che tutti gli atei sono privi di morale, qualità che solo i cristiani hanno. Ma , se non erro, ricordando i salotti culturali che sostenevamo in classe durante il Liceo Salesiano, non era proprio il sacerdote-insegnate che per ribattere alle nostre posizioni filo agnostiche ci diceva “La natura è Dio”. Quanti osservanti bigotti bacchettano su Internet Piergiorgio Odifreddi , noto ateo, scrivendogli “Vedrai , cosa ti succederà quando starai per morire” chiaramente queste persone , parafrasando Sky tv, il biglietto per occupare , nel paradiso, un posto in prima fila e non soffrire nel momento del trapasso , ( costo dell’indulgenza ), già l’hanno…… criminali e mafiosi religiosi crompresi. Stefano Cordati
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Novembre 2011 15:25 |