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Dario Fo –Tra satira beneficenza e ateismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Cordati   
Lunedì 14 Novembre 2011 09:50

 Una delle rappresentazione satiriche più famose di tutti i tempi è l’immagine di una vignetta in cui  un membro del terzo stato   , subito dopo la rivoluzione francese, cavalca un nobile ed un prelato tenendo infilzata sulla  spada una lepre, simbolo dell’abolizione del diritto di caccia riservato alla sola nobiltà.
Ciò a sottolineare la fine di uno dei privilegi più assurdi ed anacronistici della Francia prerivoluzionaria.
Siete nelle condizioni di immaginare  che a tale epoca vi fosse una satira nella direzione opposta? Il potere che beffeggiava il terzo stato e i contadini ?
Ammesso che detta satira ci fosse stata, su chi avrebbe fatto presa ? Sarebbe stato lecito tramandare ai posteri l’immagine del debole che oltre a dover soccombere alle angherie del potere veniva anche deriso ?
Tempo dopo, quando   fu “Il terzo stato” ad assumere il “potere” e con esso il despotismo  , non fu a sua volta privo di lazzi e critiche.
Emblematici sono i libri a posteriori della Baronessa Orczy che narrano le avventure della Primula Rossa , paladino  a difesa dei nobili contro le angherie gratuite dei giacobini.
Alcune trasmissioni televisive tra cui spicca “L’Arena” in cui l’inchiesta sotto forma di Talk Show segue sostanzialmente il clichè del rotocalco rosa (di cui l’equivalente nella stampa si ricorda : Novella 2000 , Eva Express , Chi , Di Più  etc…), dove anziché indignarsi del malgoverno ci si indigna di coloro che inveiscono contro (Straordinaria, per inopportuno tempismo,  la bacchettata di Giletti nei confronti di una signora vittima della recente alluvione di Genova la quale  inveiva , molto probabilmente a ragione , contro l’inettitudine operativa del sindaco), la satira viene affrontata sotto aspetti strani.

Giampiero Mughini , che pur stimo per cultura, distingueva ad esempio tra : “satira con il sorriso” (Fiorello) e “satira con il coltello tra i denti” (Dario Fo, Guzzanti,Luttazzi,  Benigni, Paolo Rossi) e tra satira al di sopra delle parti e satira di una parte politica verso un’altra.
Se riflettiamo con attenzione ci accorgiamo che la “satira con il sorriso” in realtà non è tale, non svolge fino in fondo il suo ruolo dissacratorio nei confronti del potere, anzi il potere la utilizza come motivo di vanto e pubblicità.
Esiste dunque una sola satira: quella con il “Coltello tra i denti” (chiaramente in senso metaforico) che a sua volta è unica in verso e direzione : dal debole verso il potere.
A volte attraverso l’abile uso della dialettica  si tende a mescolare più o meno di proposito, una situazione passata, quella cosiddetta della prima Repubblica, dove la satira era un arma esclusiva dei partiti   e dei movimenti parlamentari ed extraparlamentari di sinistra, i quali , non completamente a torto si consideravano gli unici paladini contro il potere, con una situazione attuale,  in cui di fatto,  la satira è a 360 gradi.
Inviterei Mughini a comprare riviste del tipo “Il Male” dove disegna Vauro , i recenti libri di Forattini a causa dei quali l’autore ha subito querele da Occhetto e D’Alema che non sono propriamente personaggi di destra .

Vedere rappresentazioni teatrali come “Ubù la vera storia di Berlusconi” dove Dario Fo in un breve intermezzo prende le parti di Montanelli e Biagi , strenui difensori della satira, e  che “comunista” non hanno mai votato , o “l’anomalo bicefalo” dove lo stesso autore  definisce D’Alema come “Affiliato alla destra”
Per non parlare della satira di Luca e Paolo a Sanremo 2011 che più di ogni altro individua come “potere” da beffeggiare  l’intero arco costituzionale.

Come dimenticare poi la vicenda Luttazzi ecco una cronaca di Wikipedia

“La puntata di Satyricon diretta da Luttazzi  in cui  Forza Italia (come raccontato dallo stesso Marco Travaglio nel libro "Regime") aveva trasmesso la registrazione ufficiale della semisconosciuta intervista nel 1992 del giudice Paolo Borsellino ai reporter francesi Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi in cui si parlò dei legami di Berlusconi e Dell'Utri con Cosa Nostra, tramite personalità di mafia quali Vittorio Mangano o Stefano Bontate.

Inoltre, nella medesima puntata, Silvio Berlusconi intervenne telefonicamente (peraltro scavalcando le intenzioni di diserzione del programma manifestate da parte del centrodestra), accusando il programma di essere "un processo in diretta" e sostenendo anche la necessità di continuare a disertare i programmi RAI per ottenere maggiori garanzie di integrità; per queste ragioni, nonché per il suo atteggiamento sul tema del caso Satyricon venne duramente criticato, su Telemontecarlo, dal giornalista liberale Indro Montanelli (durante una intervista), che accusò Berlusconi e Fini (colpevole di aver annunciato future epurazioni in RAI da parte della CdL) di "fascismo squadrista" e di "grave intolleranza e sensibilità verso la satira [riferendosi alla contestata puntata di Satyricon di Daniele Luttazzi, NdA]".

Non dimentichiamo inoltre che anche libri inchiesta come “La casta” di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo colpiscono anch’essi a 360 gradi e che alla caduta del governo di centro sinistra con le stampelle , il 7 Febbraio 2008,  contribuirono in modo sostanziale le inchieste giornalistiche  di “Anno Zero” sulla vicenda  De Magistris-Mastella
Colui che è in buona fede può ampiamente riflettere sul fatto che oggi il potere è il  consociativismo politico italiano (favori reciproci  sulla non concessione di autorizzazioni giudiziarie a procedere, stipendi e pensioni scandalose, privilegi….)   la satira oggi, come giusto che sia ,è indirizzata ad esso.

La satira è una sola e tale dovrà sempre rimanere.

Ricordando un triste passato, in cui negli stati europei  dove vigevano le monarchie assolute,  lo stato era spaccato in una contrapposizione netta tra potere regale e popolo, anche oggi la vera opposizione politica in Italia,  non è quella tra le fazioni partitiche, destra e sinistra, ma è quella che il cittadino cerca di esercitare nei confronti della partitocrazia e del potere , vecchio cavallo di battaglia di un giovane Marco Pannella.
In questo contesto  l’intero arco costituzionale è unito nel delegittimare la satira.
"Il fatto" di Enzo Biagi , che era informazione , non è stato ripristinato con l'avvento di un governo di centro-sinistra
Non a caso in Italia il Nobel per la letteratura a Dario Fo ha suscitato più polemiche, sia a destra che a sinistra,  che in altri paesi, anzi in nazioni come l’odiata Francia , Dario Fo è stato inserito come argomento scolastico d’esame.
Sembra assurdo , ma un italiano che vince il Nobel secondo una fetta non trascurabile di stampa nostrana è più degno di essere osteggiato che essere un simbolo di orgoglio.
Un atteggiamento molto diffuso nei paesi in cui vige la dittatura e non vi è libertà di stampa.
Paesi in cui i vincitori del  Nobel per la Pace, vengono dipinti dai media alla massa, come reietti e il nobel in quanto ad istituzione, uno strumento di propaganda dell’occidente nel mondo (Più o meno le parole di Fini dopo il Nobel a Fo).

Vorrei ricordare solo alcuni nomi Liu Xiaobo (2010)  "per la sua lunga e non violenta lotta per i diritti umani in Cina"(2011) Ellen Johnson Sirlea,  Leymah Gbowee,  Tawakkul Karman "per la loro lotta non violenta per la sicurezza delle donne e per i diritti di partecipazione delle donne in un processo di pace in particolar modo nei loro paesi Yemen e Liberia, (2003)" Shirin Ebadi "per il suo impegno per la democrazia e i diritti umani. Si è concentrata soprattutto nella lotta per i diritti delle donne e dei bambini In Iran"(1989) Tenzin Gyats (14º Dalai Lama) Contrarietà all'uso della violenza nella lotta del suo popolo per la liberazione del Tibet.” Etc .. etc..

Ebbene sotto molti  aspetti la nostra libertà di espressione è ai livelli di “Cina, Iran, Yemen, Liberia etc..”

Non a caso dai rapporti dell'organizzazione non governativa statunitense Freedom House nel 2009 , ha stilato una graduatoria sui rapporti della  libertà di stampa del mondo ,  l’Italia compare in Europa al penultimo posto (dopo di lei c’è solo la Turchia) e a livello mondiale uguagliamo nazioni come . Il Madagascar, il Monzambico, Le repubbliche delle banane dell’America latina, la Mongolia e Il Kazakistan.(Vedi cartina sotto riportata)

 

 

Dopo questo lungo preambolo di contestualizzazione necessario a far rilevare polemiche strumentali espresse dal potere attraverso i media, atte ad abbattere la libertà di espressione in nome di una fantomatica giustizia informativa (sbandierata equamente a destra e a sinistra) entriamo nel vivo dell’argomento.

Piuttosto che sull’opera “L’anomalo bicefalo” oggetto di questa rubrica e  la cui trama parla di un androide con metà cervello di Berlusconi e metà di Putin, intendo soffermarmi sul commento finale, più consono ad una rubrica di scienza e società.
In particolare desidero mettere in rilievo Guarda il video il generoso atto dei coniugi Fo, quello di donare in beneficenza la somma derivante dal  Nobel per la letteratura.
 I beneficiari della donazione sono stati i disabili che Fo ha spesso contattato in maniera diretta.
Oggetto della beneficenza sono stati : pulmini per il trasporto di disabili non deambulanti, materiale di supporto e persino pensioni per garantire cure ai meno abbienti.

Dimostrazione lampante che la bontà non è una prerogativa unica delle religioni.

A tal proposito , una delle critiche che viene mossa agli italiani, già da me espressa brevemente all’inizio della rubrica  “Universi fantastici – Universo Italia” è quello di essere succubi di una cultura poco laica se non addirittura pro-clericale, dove la Chiesa è l’unico garante della buona azione , quasi avesse il copyright.
In realtà non è proprio così, questo atteggiamento è molto diffuso, in tutti i paesi occidentali di origine Cristiana.
Una volta, in Svizzera,  mi capitò di vedere un film dedicato ad Henry Dunant  , il fondatore della “Croce rossa” e primo premio Nobel per la pace.
Fui impressionato su quanto si volle far trasparire nel film , il messaggio che l’unico garante della carità nel mondo era il Cristianesimo.

E’ da precisare che il film di cui parlo “Henry Dunant, Du rouge sur la croix” non è mai stato tradotto in italiano.

In seguito ebbi una conferma della mia impressione leggendo su “You tube” un commento del video “Story of an idea” dedicato proprio al film appena citato.

Eccolo riportato:

And of course they left out that Mr. Dunant was a Christian, and was ispirated and moved by Christianity” , che in breve esprime il concetto. “Il film ha voluto far passare il messaggio che la Croce rossa poteva nascere unicamente se ispirata alla Cristianità o al massimo , al credo religioso (considerato l’affiancamneto nei paesi arabi della luna rossa)”.
Non voglio parlare oltre su Dunant correrei il rischio di divagare troppo oltre il tema centrale “la ancor forte presenza di una cultura manichea nel mondo Cristiano , tutto ciò nonostante il pensiero di Sant’Agostino sia una delle basi del Cristianesimo” .

 Non è inoltre a caso che questa rubrica viene inserita subito dopo “Pillole di scienza – La straordinaria storia della cicala che credeva di essere un Grillo” 

Nel mondo occidentale Cristiano si è sempre tentato di far passare il concetto, sia in maniera latente che manifesta, che tutti gli atei sono privi di morale, qualità che solo i cristiani hanno.
Se ciò è vero anche per voi lettori vorrei porvi una domanda.
“E’ più immorale il generoso gesto di donazione dell’ateo Dario Fo o quello di pedofilia di una non trascurabile  fetta ( trascurabile dal punto di vista teologico ed etico) di sacerdoti cristiani  ancora  l'opulenza mai dismessa dell'istituzione Chiesa” .
Dalla ovvia risposta si deduce che non esistono categorie , come la Chiesa Cristiana considerata in quanto  istituzione, che hanno,  per decreto , l’esclusiva della moralità.
La mia non è una farneticazione , basta riascoltare le parole del Vescovo di Genova  dopo la recente alluvione  “Dio perdona, l’uomo qualche volta, la natura mai”.

Ma , se non erro, ricordando i salotti culturali che sostenevamo in classe durante il Liceo Salesiano, non era proprio il sacerdote-insegnate che per ribattere alle nostre posizioni filo agnostiche ci diceva “La natura è Dio”.
E’ evidente che il vescovo di Genova in  maniera più o meno cosciente identifica la natura con gli scienziati atei cattivi distinguendola da Dio e i buoni Cristiani Credenti.
Vi siete accorti che in talune chiese le offerte stanno diventando nuovamente una “vendita di indulgenze ?”.

Quanti osservanti bigotti bacchettano su Internet Piergiorgio Odifreddi , noto ateo, scrivendogli “Vedrai , cosa ti succederà quando starai per morire” chiaramente queste persone , parafrasando Sky tv,  il biglietto per occupare , nel paradiso,  un posto in prima fila e non soffrire nel momento del trapasso , ( costo dell’indulgenza ),  già l’hanno…… criminali e mafiosi religiosi crompresi.    

Stefano Cordati

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Novembre 2011 15:25