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I nostri scopi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 04 Agosto 2010 10:49

Poco prima  che  Albert Einstein morisse  , l’allora direttore dell’FBI J. Edgar Hoover , assistito da diverse altre agenzie federali, iniziò febbrilmente a  raccogliere "informazioni dispregiative "nel tentativo di minare l'influenza del  rinomato fisico  e distruggere la sua reputazione.
Nei rapporti con Joseph Raymond McCarthy (Grand Chute, 14 novembre 1908 - Bethesda, 2 maggio 1957)  allora senatore del Wisconsin ,  uomo ossessionato sino alla demenza dallo spettro comunista , tra realtà e  leggenda si racconta che durante un colloquio telefonico  tra i due ,in cui  Hoover mostrava  la sua preoccupazione per l’azione sociale di Einstein  ,  McCarthy rispondesse “Ma cosa vuoi che Einstein capisca di politica, presto anche la gente se ne accorgerà”.
Questa frase è emblematica su ciò che comunemente molta gente crede  degli uomini di scienza, in particolare i politici, “Quando si tratta di problemi scientifici ,anche complessi , un fisico può dimostrare  estrema intelligenza ma quando esce dal suo ambito è un emerito idiota”.
Secondo voi  è mai possibile che esista un blocco mentale che renda periodicamente e  improvvisamente incapace di intendere e di volere  gente che in altre occasioni è stata capace di postulare la relatività generale ?
Secondo me è idiota chi lo pensa .

Questa idea inconscia nemmeno troppo poco diffusa   a varie origini:
1. la scarsa cultura scientifica .
Spesso la gente è disposta ad accettare solo quelle teorie la cui evidenza scientifica è diretta: la direzione del tempo (dal passato al futuro) , il secondo principio della termodinamica (dall’ordine al disordine), l’unidirezionalità gravitazionale (dall’alto al basso) la reciprocità della polarità magnetica (attrazione e repulsione) etc. etc.
Quando l’evidenza è indiretta ed il percorso logico inizia ad esser tortuoso le affermazioni di uno scienziato diventano inconsciamente un opinione.
Ciò capita ad esempio quando si viene a conoscenza di dati  quali :  la massa delle galassie, la loro velocità di recessione, la massa di un protone, il periodo di esistenza di talune particelle subnucleari, il momento della quantità di moto di un astro, principio e metodo su cui si basa la datazione di reperti archeologici o geologici attraverso l’esame di radioisotopi etc.. etc..
Finchè ognuna di queste affermazioni non lede  la base concettuale di ogni singolo micromondo di ogni singolo essere umano   , ognuno è disposto ad accettarle,  quando invece ciò accade  (come del caso della teoria evoluzionista  o ll datazione di reperti organici sacri con il Carbonio 14 ) e viene messa in discussione la propria fede o le  proprie convinzioni,  improvvisamente la teoria scientifica o la prova scientifica diventa opinabile.
Il caso  emblematico è quello di più diagnosi mediche nefaste concordanti, invece di seguire i pochi spiragli che la medicina offre ci si rivolge a maghi, santoni, parapsicologi e pranoterapeuti.
Sino a quando non  entra in gioco  il plagio al fine di una vera e propria truffa , cioè quando la prestazione è gratis,  considerato il fatto che viviamo  in un paese libero e democratico,  ciò è ammissibile.
Ma quando invece si cerca di creare una controcultura basata sul nulla,  l’azione intrapresa inizia ad esser diabolica e oscurantista .
Cosa vogliamo fare,  vietiamo e puniamo giustamente  l’abuso di professione medica a gente a cui mancavano due esami alla laurea e permettiamo la professione a scopo di lucro di attività parascentifiche?
Là dove non arriva la singola cultura scientifica la gente vorrebbe che potessero nascere soldi sugli alberi, che le malattie sparissero con la bacchetta magica, o che possa esistere Pegaso, il cavallo volante.
Chi gli garantisce che ciò possa avvenire sarà catalogato tra i buoni (gli americani direbbero è dalla parte di Dio della Mamma e della torte di mele) chi si mostra scettico verrà catalogato come dogmatico e antipatico.
In questo senso,  il lavoro dei divulgatori scientifici è prezioso ma non basta.
Rubriche come scienza e sport , scienza ed alimentazione o scienza e musica mandate in onda in trasmissioni come Superquark sono state utilissime nell’ emancipazione delle masse, ma da sole non sono sufficienti.
La scienza deve toccare argomenti ancora più intimi come la religione, la filosofia . l’ambiente , la politica , l’economia , l’etica , temi a cui continua ad esser strettamente correlata.Se ciò non avverrà saranno ancora  molti coloro che continueranno a vedere la scienza con altezzosa superiorità.

Veniamo al secondo punto
2. La scarsa comunicabilità tra scienziato e persona comune o tra docente ed allievo.
Il più delle volte quando un docente universitario viene colpito nel suo ego da un affermazione più o meno balzana di un suo allievo ,  tende reagire con violenza .
Subissa lo studente di formule confutatorie, dispensa voti umilianti, ignora , disprezza.
E’ chiaro il docente universitario è un essere umano e può capitare che perda la pazienza,  per cui anche senza giustificarlo si può perdonare, ma quando    questo atteggiamento diventa  una regola ciò vuol unicamente dire che tale   docente è inadatto all’insegnamento.
Personalmente ho conosciuto docenti universitari di questo tipo sia prima che dopo l’esperienza universitaria.
In loro sembra esservi frustrazione, acredine, malafede raramente ti danno la possibilità di esporre per intero la tua idea,  al telefono quando non si fanno negare      troncano  maleducatamente ed improvvisamente la conversazione .
Hanno un avversione preventiva all’ascolto, si sentono inconsciamente arrivati, non hanno   da imparare più nulla e da alcuna persona.
Sono i famosi “Baroni universitari”
Il numero dei Baroni universitari è inversamente proporzionale al livello qualitativo dell’università .
Considerate le statistiche mondiali sul livello culturale delle università italiane ,  vuol dire che da noi ve ne sono molti.
Se aggiungiamo che tra i  difetti di un Barone vi è anche quello di lesa maestà ,.spesso non tutto il lavoro da fare è degno della sua attenzione per cui lo  lascia fare  ai  subalterni, gli assistenti, che in alcuni casi contribuisce a far  assumere come ricercatori a spese dello stato.
In questo ambiente da caserma accade di tutto .
Accade che un docente di elettrotecnica faccia trasparire durate i suoi discorsi la totale ignoranza di un esperienza fondamentale come quella di Michelson  e Morley, che un docente di chimica non abbia capito come funziona un corpo nero.

Io posso capire che in passato grandi scienziati come Wolfang Pauli  o come Harold Clayton  Urey  abbiano avuto un carattere particolarmente difficile , ma almeno loro erano premi Nobel.
Passiamo al rapporto tra la stampa scientifica e il lettore
In teoria  tutte le riviste scientifiche ,cartacee e non, sono disposte a colloquiare con il lettore di fatto è molto più semplice ottenere una risposta da Beppe Severgnini (seppur impegnatissimo) che dalla più sconosciuta delle pubblicazioni scientifiche.
E mi sto riferendo a domante sensate fatte da addetti ai lavori.
Rinunciamo anche alla risposta personale .
Quantomeno ad una domanda bisognerebbe rispondere in maniera indiretta attraverso rubriche in cui si fa riferimento a questo o a quel lettore o attraverso sottili allusioni.
Asimov era maestro in questo e raramente lasciva insoddisfatto un suo lettore .
Vi posso garantire che Asimov riceveva molte più lettere della più rinomata delle riviste scientifiche italiana.
Tra l’altro Asimov non faceva distinzione tra domanda apparentemente stupida fatta da un non addetto ai lavori e una domanda geniale.
Chiaramente non tutti coloro che trattano scienza sono così , ma si ha la netta sensazione che siano pochi , almeno in Italia, coloro che escano da uno stereotipo di casta.
E’ ora che l’uomo di scienza italiano scenda dal proprio “Aventino”
Mi auguro che in questa rivista io non compia gli stessi errori..

 Il modo in cui ho cercato di ovviare a questi rischi sono i seguenti

  • Il notiziario scientifico è una rivista aperta a tutti , chiunque abbia qualcosa di interessante da dire verrà tenuto in considerazione per un eventuale collaborazione
  • La rivista non è a scopo di lucro,  per cui l’eventuale collaboratore dovrà entrare nell’ottica del puro mecenatismo
    Coloro che ne accettano lo spirito intellettuale   potranno tranquillamente inviare un loro articolo faranno parte in pianta stabile del giornale e i loro articoli saranno direttamente pubblicati nella struttura principale.
    Il giornale lo fate anche voi.
  • Vi sono altri due modi per comunicare : attraverso le “lettere al direttore” che a seconda dei casi potranno avere risposta diretta o indiretta  o tra voi attraverso il blogger “Il salotto neoplatonico”
    Considerando la brutta china intrapresa dai normali blogger (alcuni sono diventati unicamente  ricettacolo di vituperi e offese o bacino di raccolta di frustrazioni ed idiozia) ed essendo questo un sito a vocazione costruttiva (finchè   riusciro a mantenerlo) mi sono permesso di aggiungere ad ogni singolo intervento   un filtro.
  • La politica della rivista è basata sulla pubblicazione dell’articolo periodico (vuoi per scarsezza di mezzi economici vuoi per scelta) del tipo Panorama, Epoca , Espresso Chiaramente ho cercato di rendere l’idea funzionale ad un contesto di rete.
    Per questo motivo o reiverdito la tecnica americana degli articoli a puntate è ho sfruttato il 
    potenziale della rete per offrire al lettore , fino a quando mi sarà. possibile, la facile consultazione di tutti gli articoli arretrati in maniera semplice ed immediata direttamente dalla Home Page .
    Per la prima volta si potranno leggere gratis tutti gli articoli a puntate di un stesso argomento , senza doverli richiedere in sede ed aspettare che arrivino.

  • La tempistica di sostituzione delle rubriche dipende da quanto aiuto  questa rivista avrà.In ogni caso non sarà meno di 15 giorni

  • Lo stile è spesso  quello giornalistico con testimonianza personale , un tributo  alle grandi firme della rivista americana Magazine of Fantasy and Science Fiction e di grandi giornalisti italiani del passato come Dino Buzzati. Un'altra caratteristica quasi fissa nella stesura di ogni articolo è quella di dilungarsi nella contestualizzazione   dell'argomento trattatto. Quest'utimo modo di intendere la divulgazione prende spunto dalla forza espressiva di programmi come Superquark o Ulisse rispetto ai documentari comuni trasmessisu History Channel o Discovery Channel

 

Vandea

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Gennaio 2011 07:35