|
Capitolo 1.3
Vi siete mai posti il quesito:”Come si sarebbe evoluto il mondo se non fossero state sviluppate le tecniche di ripresa ?” Facendo un’analisi semplicistica ed affrettata verrebbe da rispondere :” Il danno più cospicuo lo avrebbero subito dal cinema ed i media”. Di fatto inconsciamente si collega in maniera automatica la ripresa video con quella cinematografica, si privilegia dunque l’aspetto ludico-artistico , a quello mediatico o a quello tecnologico-scientifico. Solo in un secondo tempo, molti di noi, penserebbero alla televisione e ricordando questa privilegerebbero : film, telefilm, talk show, varietà e giochi a quiz, dimenticando l’uso più utile : l’informazione, in particolare quella giornalistica in tempo reale e quella documentaristica. Durante la prima guerra mondiale le notizie dal fronte venivano spesso riportate solo alcuni giorni dopo dalla stampa. A quell’epoca pochi sapevano leggere e di quei pochi non tutti ritenevano l’acquisto di un quotidiano cosa utile, inoltre in non tutti i comuni d’Italia esisteva un’ edicola . Mandare un inviato sul fronte , oltre ad essere costoso e pericoloso era un’impresa scomoda . Il mezzo più veloce allora conosciuto era il treno , che tra l’altro copriva solo una piccola parte del territorio odierno. Una volta ottenute le notizie non era semplice trovare immediatamente un telefono e tanto meno telegrafo per diffonderle. La notizia di un figlio morto si apprendeva con settimane di ritardo se non mesi o addirittura mai (il famoso milite ignoto). Chi stava a casa aveva della guerra un immagine fiabesca, in genere descrivibile attraverso i disegni che narrano il Risorgimento .
Possiamo tranquillamente affermare “eravamo ben lungi da quel fenomeno che oggi chimiamo globalizzazione.” Non eravamo vittime dei risvolti negativi , tradizioni e dialetti continuavano ad essere infatti ben radicati, ma lo eravamo di quelli positivi, si perdeva un occasione di confronto e crescita culturale tra popolazioni diverse.. Durante la seconda guerra mondiale questo Gap fu in parte superato dalla radio. E’ ormai divenuta leggendaria l’immagine di intere comunità nascoste in rifugi antiaerei nell’atto di ascoltare le notizie di radio Londra.Tra i primi ad accorgersi del potere della radio e del suo effetto globalizzante fu Benito Mussolini il quale fondò l’EIAR L'Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche. Una delle attività di regime più diffuse in : colonie infantili, dopolavori e circoli avanguardistici era proprio quello dell’ascolto comune della radio. Ottimo mezzo di controllo e diffusione della propaganda fascista ma anche potenziale mezzo per iniziare un percorso educativo e culturale. Non a caso quando nacque la televisione una delle prime trasmissioni messe in onda in Italia fu “non è mai troppo tardi” a cura di Alberto Manzi. Vere e proprie lezioni scolastiche via etere che si prefiggevano lo scopo di eliminare l’analfabetismo Nazionale. Grazie alle riprese effettuate in un luogo sperduto del mondo e trasmesse sull’intero circuito nazionale , per la prima volta i veniva a conoscenza di prodotti commerciali allora sconosciuti. Basti pensare che in alcuni centri montani dell’Italia ,fino agli anni 50 , era persino sconosciuta la coca cola.
I primi documentari come “Sapere” o “Orizzonti della scienza" e della tecnica” , i primi telegiornali e le prime trasmissioni inchiesta come TV7 e le allora numerose rappresentazioni teatrali svolsero un ruolo decisivo sulla cultura media della massa . Altro che semplice rivoluzione ludica, la ripresa video ha prodotto il più grosso cambiamento della storia dell’uomo e di catalizzazione e globalizzazione delle masse del 20° secolo., superiore persino a quello della stampa ed inferiore solo ad Internet che comunque continua a dipendere in buona parte dalla ripresa video (You tube su tutti)
Il ruolo educativo della televisione anni 50 e 60 è maggiore di quello di oggi , epoca in cui la qualità delle trasmissioni è dettato dall’audience e non da una scelta oculata fatta da esperti. Oggi si tende a dare al teleutente ciò che lui più desidera , azione che sempre più spesso non coincide con ciò che potrebbe essergli più utile,è nata così la famosa TV spazzatura (Chiamata inappropriatamente democrazia dell'etere). Lo sviluppo capillare del benessere tecnologico vede nella ripresa video il suo principale artefice. E’ ovvio che se contemporaneamente non vi fosse stata la altrettanto rivoluzionaria scoperta della lampadina ed il successivo utilizzo dell’elettricità per uso domestico e lavorativo , la rivoluzione video da sola non sarebbe bastata a produrre alcun sostanziale cambiamento. A questo punto prima di inoltrarci in ulteriori sviluppi tecnologici e scientifici legati alla ripresa video ripercorriamo la strada dall’inizio. Per far questo è necessario compiere una puntualizzazione simile a quella fatta per la fotografia. Così come la fotografia è figlia di due rami dello sciibile umano: l’ottica e lo sviluppo delle pellicole fotosensibili, anche la cinematografia di fatto è divisibile in due scienze indipendenti: la proiezioni di immagini in movimento e la ripresa video.
Questa distinzione sembra futile ma non lo è.
La semplice arte di proiettare immagini in movimento , nonostante risalga a Lucrezio da sola non ha prodotto sviluppi tecnologici apprezzabili sino a fine 800 periodo in cui si è dunque associata a quella della ripresa video. Cinematografia deriva dal greco “movimento e scrittura”, la sua arte si basa sul fatto fisiologico che un immagine persiste sulla retina per una durata relativamente lunga.(1/10 di secondo) , Scomponendo un movimento in fasi successive in modo che ciascuna fase si succeda all’altra in un periodo di tempo minore, ciascun movimento si sovrappone. Ne consegue che l’occhio ha una visione continua del movimento , la quale si traduce fisiologicamente in un'unica impressione di moto come avviene nella visione diretta. Come abbiamo già accennato questo concetto era noto sin dall’antichità oltre al succitato Lucrezio ed anche Leonardo e Newton conobbero il fenomeno della fusione delle immagini. Lo studio veramente scientifico sulla visione degli oggetti in movimento fu iniziato soltanto nella prima metà dell’800 con le ricerche del fisico Inglese P.M. Roget che nel 1824 presentò alla Royal Society of England una memoria sulla “Persistence of vision with regard to moving object.”. Sono del 1830 il fenachsitiscopio del belga J.A.F Plateau e del 1832 lo stroboscopio dell’austriaco S. Stampfer e del 1833 lo zoetropio di W. G. Horner, tutti congegni assai simili consistenti sostanzialmente in un disco su cui erano disegnate le successive fasi di azione . Facendo girare rapidamente il disco si potevano osservare i disegni in un movimento continuo.
Un esperienza importante fu quella dell’austriaco F. Von Uchatius che nel 1853 riuscì a proiettare su uno schermo alcuni disegni animati usando i dischi di Plateau e Stampfer e una lanterna magica. Nel cinematoscopio (1860) dell’Americano Coleman Sellers e nel fasmatropio (1870) dell’americano H.B. Heyl ai disegni furono sostituite delle fotografie. Nel 1877 gli americani J.O. Isaac ed E. Muybridge riuscirono a riprendere automaticamente 24 fotografie successive di un cavallo al trotto e 5 anni più tardi poterono proiettare immagini raccolte su nastro. Lo stesso anno il francese Reynaud costruì il prassinoscopio mediante il quale riuscì a conseguire la proiezione continua.. Ed è a questo punto che è arrivato il momento di presentare il nostro primo grande protagonista Tempo fa leggendo un fumetto della serie “Bonelli” dal titolo “Trappola di celluloide” in cui si narrava la vita romanzata e fantasticata di Louis Le Prince fui colpito da due coincidenze.
- Il ruolo negativo, quasi banditesco, che Thomas Edison ha svolto nell’attività scientifica di Le Prince, faceva il paio con quello espresso nei confronti di Tesla nella diatriba corrente alternata/corrente continua. Nella biografia di Edison parleremo diffusamente del doppio aspetto del grande inventore americano.
- Affarista senza scrupoli e remore etiche
- Degno difensore delle proprie scoperte. Fu uno dei pochi scienziati a non farsi scippare per quattro soldi , brevetti basati sui propri studi.
2. Il mistero della sua scomparsa del tutto simile a quella di Ettore Majorana
Con Louis Le Prince inizia la storia del cinema e più in generale della ripresa video. Nella rubrica “il giardino del principe” il fumetto in oggetto espone quanto segue:
“ Il giardino del principe” non è quello di una fiaba, ma la rappresentazione del “Roundahay Garden “ presso Leeds in Inghilterra, teatro di una breve sequenza di danza ripresa da Louis Le Prince “Il principe” nel 1888, tre anni prima del primo filmato di Edison e 8 anni prima dell’invenzione “ufficiale” dei fratelli Lumiere. Tra i molti pionieri del cinema Le Prince è senza dubbio il meno celebrato , è talmente poco noto che qualcuno potrebbe scambiarlo per un personaggio di fantasia, anche perché la sua fine è degna di un fumetto misterioso. Oltre ad aver costruito un apparecchio con sedici obiettivi dall’uso tuttora non ben identificato, sparì infatti nel nulla nel 1890 , dopo essere salito a Digione da un treno da cui non scese mai.
Ma la sua opera non è oggetto di illazioni e supposizioni degni di una trasmissione del tipo “Voyager” (che in ogni caso saltuariamente trasmettono video interessanti).
I filmati che il regista filmò nel 1888 si possono infatti trovare su internet
http://en.wikipedia.org/wiki/Roundhay_Garden_Scene
- Traffic crossing Leeds bridge e Accordion Player su
You tube
Per osservare invece gli oggetti storici descritti in questa prima parte del capitolo (ed altri che si inoltrano in un possibile futuro) consiglio di visitare il bellissimo museo del cinema presso la Mole Antonelliana di Torino (di cui parleremo nella rubrica Turismo scientifico)
 |