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Per una ragazza, qual è il miglior modo per allontanare un corteggiatore indesiderato ? Penso la risposta più diffusa sia : mostrarsi indifferente. Le cronache di tutti i giorni ci sono testimoni, con l’aumentare delle reazioni negative o accondiscendenti aumentano i casi di stalking, Questa tecnica di comunicazione è molto conosciuta anche in ambito scientifico tanto da esser stata applicata anche in casi in cui i lavori pubblicati o da pubblicare erano : la relatività ristretta di Einstein , la teoria dei quanti di Plank , la teoria della trasmissione dei caratteri genetici di Mendel (In questa situazione , lo scienziato al centro della scoperta , da buon “Cincinnato” vista la scarsa attenzione sulle sue scoperte ritornò a coltivare i suoi fiori in convento”) Gli alterchi tra scienziati o le insinuazioni velenose sono sempre esistite . Come dimenticare le dispute tra Einstein e Bhor sull’indeterminismo insito nella meccanica quantistica, il protocollo EPR , la messa al Bando di Arrhenius per la sua teoria ionica (Arrhehnius subì un calvario simile a quello di Wakefield) o tra Hooke e Newton sulla gravitazione universale. Ma non è mai capitato che un’esperienza scientifica inizialmente ritenuta interessante, venga successivamente ripudiata con tanto accanimento Dove è finita la non chalance tipica di questi casi, perché tanto accanimento.
I Curie, Bequerel. Fermi, Rutheford e potrei aggiungere tanti altri si sono spesso trovati in situazioni di questo genere ma nessuno li ha mai criminalizzati per aver mal interpretato i risultati della loro esperienza, anzi ognuno di loro a vinto il Nobel , Fermi addirittura per la sua intuizione sbagliata Perché improvvisamente Fleishmann da insigne scienziato in odor di Nobel è stato trattato da lebbroso. Sembrava di rivivere tangentopoli , prima dell’inchiesta , Chiesa e soci erano rispettati e riveriti , dopo, nessuno li conosceva o li aveva mai conosciuti. Quale orrenda infezione contagiosa avrà mai avuto Fleishmann.. Mai nella storia della scienza si era arrivati a negare ciò che nel tempo molti erano riusciti ad osservare. Ed ecco con disgusto che per la prima volta alcuni persone del mondo della fisica iniziano ad utilizzare fuori contesto la frase “Un fenomeno deve essere ripetibile : in latro luogo, in altro tempo, e presso altri laboratori”. Le esternazioni fuori contesto , sport preferito del giornalismo spazzatura. Quando nel 1930 le evidenze sperimentali dell’esistenza del neutrone iniziarono a concretizzarsi ed il fisico tedesco Walter Bothe (1891-1957) durante il bombardamento di una piccola massa di berillo si accorse che si producevano delle radiazioni estremamente penetranti le quali non venivano deflesse da un campo magnetico, ci si trovò esattamente nelle condizioni di Fleishmann dopo i suoi esperimenti di fusione fredda. Nessuno si sognò nemmeno lontanamente di dire l ‘esperienza si deve verificare tutte le volte che si tenta,infatti tutti erano consci che nel caso entrasse in gioco la probabilità, poteva capitare che l’urto avvenisse e l’esperienza di Bothe si verificasse ma poteva anche accadere che l’urto non avvenisse e l’osservazione del fenomeno non ci fosse. Per loro era piuttosto logico pensare ai raggi gamma. Due anni più tardi i coniugi Curie rifecero lo stesso esperimento con una piccola variante.
Posero un blocco di paraffina nella direzione in cui giungevano i raggi e notarono che da tale blocco venivano espulse particelle cariche positivamente identificabili come protoni. Era ben noto che i raggi gamma non possedevano l’energia sufficiente per produrre questo effetto, ma i Curie non sapevano dare altra spiegazione al fenomeno. Nessuno nel modo più assoluto, si sognò di dire che si trattasse di una mistificazione dell’esperimento Quando Pauli per primo ipotizzo l’esistenza del neutrino , anziché essere condotto in un ospedale psichiatrico , fu ascoltato e seguito e tra i suoi interlocutori vi era gente del calibro di Enrico Fermi. Gli scienziati per la prima volta furono costretti a fare un esame etimologico di: in altro tempo, in altro luogo, e presso altri laboratori. Si accorsero che tra i presupposti galileiani si ometteva la durata dell’esperimento. La durata dell’esperimento non faceva parte di queste regole. Se avessimo dovuto rigidamente validare l’esistenza del neutrino sulle basi dei primi tre postulati detta particella ancora oggi non sarebbe riconosciuta dal mondo scientifico. La possibilità che infatti un neutrino interagisca con la materia è talmente bassa e senza regole temporali precise che : “altro tempo, altro luogo, ed altri laboratori” andava a farsi benedire. Tutti gli esperimenti che non prescindono da urti casuali di particelle non possono essere rigidamente inglobate in un tipo di osservazione deterministica.
Si è scoperto così che la legge dei gas perfetti è valida unicamente se questi sono estremamente rarefatti, se il mondo della scienza non avesse tenuto in considerazione questa limitazione avrebbe affermato che Boyle era un mistificatore. Altro caso si ha nella differenza di comportamento tra gas reale e gas perfetto durante la loro espansione libera. Si considerino due recipienti a pareti adiabatiche intercomunicanti attraverso un condotto nel quale è inserito un rubinetto. Nelle condizioni iniziali solo il primo recipiente contiene gas ed il rubinetto è chiuso. Quando apro il rubinetto permettendo al gas di espandersi in entrambi i contenitori, nel caso dei gas reali vi è una variazione di temperatura del sistema nei gas perfetti no.(Grazie dell'idea Antonio)
La concentrazione del gas diventa dunque una componente essenziale nello stabilire il comportamento fisico del sistema. Nel libro di Torrealta e Del Giudice “Il mistero delle tre pallottole” si dice testualmente: “La fusione fredda , come lei si ricorderà, il 23 marzo 1989 due professori di Salt Lake City , Fleishmann e Pons, annunciarono la possibilità di produrre reazioni nucleari a bassa energia . Ci fu un opposizione durissima contro di loro: furono accusati di falsificazione dei dati, di superficialità e di ogni altra possibile scorrettezza scientifica. Ora un gruppo di scienziati dell’Enea ente presieduto dal famoso premio Nobel Carlo Rubbia, ha verificato che l’esperimento è riproducibile e hanno anche individuato i valori di tale riproducibilità” Come mai nella fisica di oggi si da per scontato che la densità della materia possa incidere sul risultato di un esperimento e nello stesso tempo esclude a priori che lo stesso tipo di fenomeno non possa alterare i tentativi di produrre fusione fredda (se quanto accaduto non è fusione fredda , resta ugualmente un episodio di rilievo, come scrisse la rivista Focus sull’argomento “comunque è successo qualcosa”) Per aggirare questa dolorosa spina alcuni fisici e giornalisti hanno preferito avvallare la tesi delle cattiva fede di Fleishmann e del suo socio Pons, così come avvenne per Wakefields , Fleishmann era un mistificatore di prove. E’ vero che in casi del genere è il ricercatore a dover dimostrare all’umanità la correttezza dei suoi procedimenti e non viceversa , e che in seguito lo stesso Fleishmann ha ammesso che vi fossero stati alcuni errori di misurazione , ma è altrettanto vero che colui che muove appunti precisi a Fleishmann è tenuto a dimostrare nello specifico dov’è il trucco. Come dice Antonio Sacco in “Creazionismo e fusione fredda” , “ci accorgiamo che nel fare queste affermazioni è molto più scientifico l’illusionista James Randi piuttosto che gli emeriti fisici in questione.”
Quando James Randi dichiara che un esperimento paranormale è una mistificazione riesce a scoprire il trucco, i saccenti fisici non reputano degno ciò debba essere dimostrato, lo dicono loro e questo basta. Non vi sembra che lentamente il mondo della fisica inizi a comportarsi come quello del Creazionismo “sono sempre gli altri che devono dimostrare la bontà delle proprie tesi e mai quelle , se esistono, di coloro che le confutano” Se vogliamo percorre questa strada ci accorgiamo che il mondo della fisica è pieno di reietti, perché anche la squadra diretta dallo scienziato Preparata dell’Enea di Frascati,anche quella dei giapponesi Ohmori e Mizuno, ed in ultimo quella composta da Rossi e Focardi in modo simile sono giunti a risultati simili. . Sono reietti gli scienziati in questione e tutti coloro che hanno assistito agli esperimenti ? A questo punto è difficile stabilire chi siano i complottisti , se coloro che affermano che tutti gli scienziati che si accingono a dimostrare la fusione fredda sono mistificatori ,alla stregua di come la stampa indica i giudici che inquisicono Berlusconi (con ciò non voglio entrare in polemica su presunti vittimismi o effettive persecuzioni che coinvolgono il Premier) , oppure coloro che fanno notare , come Torrealta e Del Giudice , che forse vi sono i soliti alti interessi a cui bisogna piegasi. E da premettere cha al contrario della mancata competenza di Deer del caso Wakefiled , Del Giudice è uno scienziato, e non uno scienziato qualunque , ma uno dei componenti del progetto Fusione fredda dell'ENEA di Frascati
La famosa ragion di stato che una volta si chiama interessi delle industrie di rame in Cile, una volta si chiama interessi delle aziende produttrici di vaccini e psicofarmaci, una volta si chiama lobby del tabacco che negano che le sigarette possano nuocere, una volta si chiama sette sorelle che guarda caso rimangono coinvolte nell’omicidio Mattei, a volte si chiama petrolio quando si parla di fantomatiche armi di distruzione di massa esistenti in Iraq. Questa volta quei monelli di Torrealta e Del Giudice l’hanno fatta proprio grossa, vogliono addirittura dimostrare che nella fusione fredda vi siano interessi militari, Il nostro giornale essendo privo di qualsiasi documento probatorio non si pronuncia a riguardo , anche perché gli stessi Torrealta e Del Giudice nel libro “Il segreto delle tre pallottole” affermano che si tratta , per quanto profondamente pertinenti, di pure congetture. Come congetture sono le starne similitudini tra la morte di Giuliano Preparata che ha diretto il gruppo di Frascati sulla fusione fredda, la malattia di Fleishmann e gli effetti dell’uranio impoverito. Ma di cosa si tratta ? Cosa sta succedendo ? Cos’è la fusione fredda ? Ripropongo di seguito la sua evoluzione storica narrata dallo stesso Del Giudice
“Dal momento che anche sulla fusione fredda abbiamo fatto solo ipotesi di successo ma non possiamo avere certezze assolute, gliene parlerò come se stessimo percorrendo una via crucis. Dunque nel primo mistero doloroso si contempla la scoperta di Alfred Coehn sulla capacità dell’idrogeno di sciogliersi nei metalli, non in forma di molecole neutre ma di ioni, nel secondo mistero si contempla la fusione di due nuclei di idrogeno , per l’esattezza deuterio, in un solo nucleo di Elio 4 e la scoperta della fusione fredda. Come dicevo Alfred Coehn si rese conto che l’idrogeno si scioglie nei metalli, come dentro ad una spugna, ma non in forma di atomi neutri o molecole ma in forma di ioni, cioè di nuclei privi di elettroni (o per farla ancora più breve nel caso dell’ idrogeno, un protone). Il fatto che l’idrogeno si sciogliesse nei metalli era noto da molto tempo. Alfred Coehn ebbe l’idea di misurare la resistenza elettrica di quel metallo al variare della presenza di idrogeno, scoprendo che il numero di elettroni coinvolti nella corrente aumentava con il caricamento dell’idrogeno; come dire che l’idrogeno disciolto forniva elettroni al metallo, cosa che poteva avvenire soltanto in caso di separazione all’interno della molecola tra nuclei ed elettroni. Per chiarire la questione affrontiamo il problema da un altro punto di vista : se l’idrogeno non si dissociasse , le molecole disciolte nel metallo costituirebbero soltanto un ostacolo alla propagazione della corrente. La resistenza dovrebbe aumentare con l’aumento della concentrazione di idrogeno. Si scopre invece che al di là di una certa soglia la resistenza continua diminuire, il dato è davvero bizzarro.
Ma perché avviene questo ?
Ragionando sul filo della scoperta di Alfred Coehn si arriva alla seguente conclusione : L’aumento degli elettroni liberi all’aumentare della presenza dell’idrogeno nel metallo, indica che gli atomi di idrogeno si scindono in nuclei ed elettroni, gli elettroni si liberano dai nuclei e vanno ad unirsi agli altri elettroni che scorrono nella corrente; i nuclei invece restao al’interno del metallo. Questo è considerato l’effetto Coehn.Fu allora che il Nobel Walther Nernst gli scrisse la famosa lettera nella quale giudicava il suo come il miglior esperimento del secolo. La rivoluzione che questa scoperta avrebbe implicato non era sfuggita a Nernst e dunque non può non meravigliare che essa sia rimasta sepolta per tanto tempo negli annali della rivista Zeitshrift fur Elektrochemie, esattamente nel volume numero 35 dell’anno 1929 a pagina 676. E ora passiamo al secondo mistero doloroso: come due nuclei di dogeno si fondono in un solo nucleo e come nasce la scoperta della fusione fredda. Le ricerche sugli effetti strani dei materiali caricati con idrogeno, come l’effetto Coehn erano noti da tempo e per qualche motivo avevano qualche ruolo importante nell’attività dei laboratori militari. Negli anni 80 il professor Fleishmann portò avanti un progetto di studio insieme al suo allievo Stanley Pons su quella che poi sarà chiamata fusione fredda. La cui ipotesi era la seguente: nell’ambito dei metalli pesanti caricati di idrogeno e in particolare di un suo isotopo , il deuterio, si può pensare che esista un livello di caricamento al di là del quale si possono generare fusioni nucleari spontanee dei nuclei di deuterio. All’interno del metallo si possono formare “blob”(suppongo sia l’equivalente solido del plasma elettronico) di elettroni capaci di muoversi unitariamente con movimenti relativamente autonomi rispetto ai nuclei. Che cos succederebbe se questi blob consentissero alle cariche positive dei nuclei di idrogeno e di deuterio di avvicinarsi più di quanto non avvenga nello spazio vuoto? Dobbiamo tenere presente che nello spazio vuoto le cariche dello stesso segno si respingono, ma se i nuclei vengono attratti dallo stesso blob, si verifica il cosiddetto effetto “ruffiano” che funziona così: in presenza di un blob di carica negativa , un nucleo di carica positiva si avvicina da un lato ed un altro nucleo di carica positiva si avvicina dall’altro ed entrambi vengono attratti dallo stesso blob. In pratica è come osservare due persone vicine ed in procinto di litigare, ma la presenza di un mediatore in mezzo (il blob elettronico) che parla con entrambi tirandoli a sé, determina un avvicinamento dei due che finiscono per non vedersi più. In questo modo si ottiene una forte densità dei nuclei di deuterio. A questo punto ha luogo la stessa magia suggerita dalla fisica quantistica che aveva portato alla formazione dei blob di elettroni ma nel nostro caso è un nuovo blob con i nuclei di deuterio. Il principio like likes like (il simile ama il simile). Quando la densità di un insieme di cariche elettriche supera un valore critico, le interazioni elettrodinamiche prevalgono sulle forze elettrostatiche , per cui il regime repulsivo elettrostatico viene rimpiazzato da un regime attrattivo. Una volta superata una soglia critica di densità grazie alla mediazione dei blob di elettroni, i nuclei di deuterio invece di respingersi si attraggono. I nuclei si fondono e questo produce altissima energia. Così si può capire perché in materiali come i metalli pesanti, con al proprio interno blob di cariche negative , la probabilità di fusione tra due nuclei di deuterio sia maggiore che nel vuoto.
MORALE
Con la morte di Paul Dirac finiva l’epoca dei grandi pensatori teorici. Dopo di lui ci sono stati grandi fisici teorici come Weinberg e Salam scopritori della forza elettrodebole (punto di congiunzione tra quella elettromagnetica e quella nucleare debole), Stephen Hawking e Roger Penrose , spesso in contatto tra di loro per discorrere sui problemi dei buchi neri e della cosmologia in genere, Alan Guth sviluppatore della teoria dell’universo inflativo, e molti altri.
Ma Dirac rappresentava il modo di intendere la fisica di inizio 900: Universale, senza frontiere, avulsa dalla politica , dall’economia e dagli eserciti con lui finiva l’ideale che Bohr aveva voluto trasmettere nella scuola di Copenaghen Infatti , subito dopo la grande rivoluzione scientifica iniziata ad inizio 900 è ripresa nuovamente, da parte del mondo economico e quello militare, la regimentazione del pensiero scientifico. Inizialmente i propositi erano buoni , quelli di finalizzare la ricerca . Infatti vagare con la mente nella speranza di concludere qualcosa di buono è fortemente antieconomico. Per uno scienziato che arriva a conclusioni interessanti ve ne sono un milione che perdono solo tempo. Tra l’altro anche colui che formulando una nuova teoria arriva a conclusioni corrette spesso vede inapplicate le sue scoperte. Nella matematica esistono migliaia di casi,relativi anche ad importanti personaggi storici, in cui una brillante elucubrazione rimane nel tempo pura enigmistica.
Ma come spesso accade il troppo stroppia.
L’esasperazione della finalizzazione nell’ambito ricerca scientifica ha condotto al fenomeno della scienza a pagamento. Innanzi tutto si è creato un problema di carattere etico, si è spesso schiavizzato il genio e l’intelletto umano ai beceri interessi di una multinazionale o uno stato. Arriva la ditta di telefonini tal dei tali che ti commissiona una ricerca per produrre un nuovo esemplare di cellulare: più resistente, più piccolo e più versatile di quelli che già esistono sul mercato, e tu glielo realizzi, Premesso che la mente umana non è un Juke Box in cui metti un euro e funziona, ciò crea un vero paradosso. I veri artefici dell’innovazione , i ricercatori , coloro a cui più di ogni altro hanno diritto a sfruttare i risultati del proprio genio, per adeguarsi all’economia di mercato selvaggia, sono spesso costretti a percepire paghe umilianti o ad esser trattati come una spazzolino per denti , una volta usati li si buttano . Come se non bastasse ciò a creato una stagnazione del pensiero scientifico pochissimi si azzardano a intraprendere le strade della fisica teorica. Spesso capita che il nuovo genere di scienziato che io chiamo con affetto “praticone”, ben inserito e ben trattato dall’ Establishment pur avendo perso qualsiasi contatto (o addirittura non lo hanno mai avuto) con la fisica teorica si erge a giudice di chi ne sa più di lui. Siamo purtroppo già arrivati al punto in cui una parte della scienza , la più saccente , fa proclami apocalittici del tipo , “nulla nella fisica verrà più rivoluzionato” , “nulla sarà più possibile scoprire per mezzo di un uomo solo”. Sembra di essere ritornati al periodo della scolastica pre-galileiana epoca in cui il sapere della natura era riservato alle caste ecclesiastiche ,unica istituzione autorizzata a fare dei proclami Nella fisica esistono ancora mille contraddizioni che questi cari signori evidentemente non conoscono e che anche un uomo solo, a tavolino, può in parte risolvere (o due persone come nel caso di Rossi e Focardi o Fleischmann e Pons).
La parte di scienziati con più voce in capitolo, per intenderci quella che è entrata nel giro delle pubblicazioni , (Riviste scientifiche che a loro volta sono mantenute a ciclo termodinamico reversibile dalle multinazionali) o che avendo soldi e fatto spesso esperienza nelle più scadenti università americane , (non si sa a quale titolo e a quale scopo) , per poi ritornare in Italia , indipendentemente dal loro valore , si stanno comportando come Bellarmino si comportò con Galileo. Di questo passo si andrà verso la recessione scientifica e all’oscurantismo della logica. Le applicazioni della meccanica quantistica in elettronica come il Qubit, ( contrazione di quantum bit, termine coniato da Benjamin Schumacher per indicare il bit quantistico ovvero l'unità di informazione quantistica.) nascono da studi fatti da Planck in ambito termodinamico. .
Non possiamo arrogarci il diritto di indicare ,sempre e comunque , già in partenza da dove verrà la prossima conquista dell’uomo, di sapere a priori se una teoria è giusta o sbagliata.
Heisenberg diceva " La fisica non è una rappresentazione della realtà, ma del nostro modo di pensare ad essa.” Il che equivale a dire “il mondo è come ci appare e non come realmente è”, come possiamo continuare ad esser stupidamente convinti che lavorando per compartimenti stagni,atteggiamento tipico di un eccesso di approccio Democriteo rispetto ad uno di tipo Platonico, ( La loro differenza sostanziale consiste nel fatto che: Platone riteneva coretto che un metodo di indagine scientifica dovesse essere la constatazione empirica di un lavoro legato ad una teoria raziocinante , Democrito pensava il contrario che si dovesse cioè partire da una serie di constatazioni empiriche per formare una teoria. ) un domani non ci troveremo davanti ad un muro. Immaginate se questo muro ci capiterà davanti proprio quando avremmo più bisogno che non ci sia. Immaginiamo il momento in cui il livello medio di vita sia salito in tutta la terra e con lui i consumi, immaginiamo che contemporaneamente si raggiunga il picco demografico, immaginiamo che dello stesso periodo il mondo occidentale si sia così assuefatto agli sprechi (una vera e propria droga) da non poterne fare più a meno. Ebbene quando si sarà creata una crisi energetica del genere e davanti a se , il mondo scientifico avrà un muro, i nostri figli cosa diranno “Ah se ponevamo un po’ più di attenzione ai risvolti dell’esperimento Fleishmann !!!”, “Ah se avessimo avuto maggiori basi scientifiche e meno presunzione nell’interpretare i risultati di Fleishmann”.
LU.PA
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