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Pubblico o privato (parte seconda) PDF Stampa E-mail
Scritto da Vandea   
Martedì 05 Luglio 2011 14:30

Inizio questa seconda parte di “Pubblico o privato “ facendovi fare una riflessione .
Riflessione strettamente correlata a quanto scritto nella prima parte di questo stesso articolo.
E’ mai possibile che a nessuno sia mai venuto in mente di istituire corsi di formazione finalizzati ?
Ogni anno in ogni regione d’Italia vengono sperperati miliardi di euro per corsi di formazione giovanili che nella migliore delle ipotesi  (suppongo un 10%) conducano al precariato.
E’ incredibile constatare  che laddove vi è necessità di formazione preventiva, come nell’assistenza ai disabili questa non venga mai fatta in modo adeguato.
E’ evidente che in Italia la politica è lungi dall’essere basata sulla meritocrazia.
Una volta introdotto il tema di questo nuovo capitolo, la meritocrazia, continuo  riproponendo una lunga riflessione fatta nell’articolo “Etica problema antico o attuale”

Etica e meritocrazia vanno spesso a braccetto.

Se non c’è la prima molto difficilmente si può gestire la seconda.
Prova ne è che la politica italiana ha dato negli anni ampia dimostrazione di avere scarsi principi etici e contemporaneamente fautrice di clientelismo, raccomandazioni e parassitismo, l’antitesi della meritocrazia.
Ed è da questo punto che vi ripropongo parte del vecchio articolo.

E’ necessario che lo studio dell’etica in funzione di uno stato più meritocratico riacquisti valore ?

La risposta pare ovvia “SI”
Per fare questo è necessario però stabilire innanzitutto alcuni punti fermi
Che cos’è l’etica ?  L’etica è uguale per tutti ?
E’ molto difficile  rispondere alla prima domanda a causa dei dubbi posti dalla seconda.
Vi è infatti un etica cristiana, un etica laica , un etica giustizialista , un etica  garantista , un etica liberale ed anche un etica criminale.
L’etica è sostanzialmente una serie di regole non scritte  la cui mancata   osservazione  non da adito a provvedimenti disciplinari di qualsiasi tipo essi siano.
Regole che tutti dovrebbero osservare ma che a causa della diversità di intenti nessuno è obbligato a sostenere.
In ambito del  comportamento sul luogo di lavoro ed in particolare riferito alle categorie professionali l’etica è addirittura supportato da un vero e proprio codice quello deontologico.
In ultima analisi  anche il galateo o la buona educazione sono etica.
Tra tutte le forme di etica per quanto diverse esse siano tra loro  esiste un legame comune, lo sviluppo metodico di analisi,  in base ai possibili sviluppi futuri per la mancanza della sua osservanza.
L’etica criminale , ad esempio, entra subito in contrasto con quelli che potrebbero essere in futuro le necessità spirituali e pratiche della razza umana, necessità  criminali comprese.
Uno sviluppo scientifico dei risvolti etici non deve essere  solo un  eventualità ma una vera e propria esigenza

Un esame etico legato ad una nuova scoperta scientifica o ad un nuovo modo di intendere l’economia oltre a prevedere lo sviluppo filosofico-sociale di una comunità    deve prevedere   infatti anche l’impatto fisico sull’ambiente.
Se per salvaguardare il proseguo della razza umana attraverso l’esame etico sarà necessario rivedere il suffragio universale ed il modo di intendere la politica , bisognerà farlo.

Che il voto sia aperto a tutti , che tutti siano liberi di scegliere il proprio rappresentante o essere eletti senza distinzioni di sesso , di culto o di razza ma limitiamo la possibilità di accesso alle cariche pubbliche o istituzionali..
No come in epoca unitaria , alla nobiltà   (Che ne limitava anche l’accesso al voto)  ma ad  specifici laureati di cui parleremo in seguito.

Spesso la democrazia non si evince dalla forma “possibilità di eleggere chiunque ” ma dalla sostanza “subire il malgoverno di chi è stato eletto per mezzo del suffragio universale” soprattutto se nel caso specifico il suffragio universale , inteso come possibilità di tutti ad essere eletti , è causa diretta del malgoverno ed è oggetto di voto di scambio , apparentamenti e giochi politici tutte azioni che nulla hanno a che vedere con la meritocrazia e quindi con la democrazia.

In epoca antica  anche la giustizia era posta sullo stesso piano della politica
Per decidere o meno la colpevolezza di un inquisito si ricorreva ad un ’istituto antesignano del suffragio universale, l’Ostracismo,  
L'ostracismo consisteva in una votazione   in cui il nome dell'individuo da ostracizzare doveva essere scritto su un coccio di terracotta detto appunto ostraka.
Il carattere politico del giudizio di ostracismo emerge chiaramente dal fatto che la condanna non richiedesse e non comportasse una accusa penale: Plutarco, per esempio, racconta che Aristide fu ostracizzato perché la sua buona fama e reputazione - era soprannominato "il giusto" - lo rendevano, indipendentemente dalle sue intenzioni, un tiranno potenziale
Affinché la votazione risultasse valida, dovevano partecipare almeno 6000 cittadini.
Fu questo il modo in cui Socrate fu condannato a morte  , e fu questo il modo ,anche se non espresso attraverso lo stesso procedimento per la determinazione del parere , in cui Ponzio Pilato mandò a morire Cristo.

A noi contemporanei  sembra ovvio che per giudicare sia necessaria una preparazione particolare raggiungibile solo attraverso la Laurea e che le figure necessarie  per il raggiungimento del  giudizio devono essere relativamente poche e preparate sugli atti processuali , ma alla gente di 3000 anni fa questo era inammissibile sia dal punto di vista etico che dal punto di vista pratico.
Era una grave violazione del sistema democratico.

Cosa vieta che un domani anche la partecipazione alla gara elettorale diventi una cosa riservata a  pochi individui  di ogni ceto sociale , casta o religione opportunamente istruiti , magari costretti ed essere laureati  in etica (ovviamente è una facoltà che bisognerebbe prima istituire). Sicuramente problemi quali corruzione e malgoverno non sarebbero risolti    ma altrettanto sicuramente sarebbero meno plateali e meno fastidiosi rispetto alle attuali  logiche  perverse dei nostri politici fatte di politichese e covergenze parallele

Riflettete. Siamo più giusti e democratici oggi ?

In un epoca in cui la par-condicio è un termine che coinvolge unicamente chi è gia stato eletto molte volte, chi ha gia una base elettorale , chi a molti soldi , è difficile crederlo.
All’inizio di una campagna elettorale possono considerarsi sullo stesso piano un genio istruito integerrimo ed eticamente corretto (in Italia ve ne sono tantissimi) ma sconosciuto, con un emerito ladro e incapace che fa leva sui media di massa ?
Per capire meglio cosa è  la Democrazia  , concetto che va molto oltre  la semplice garanzia  del suffragio universale , è interessante rifarsi ad  alcune frasi pronunciate al minuto 37 del film di Rossellini “Socrate”
Il discorso è riferito all’instaurazione della nuova Democrazia di Trasibulo di Atene dopo la sconfitta  del governo oligarchico filo spartano  dei “30 tiranni”e l’uccisione di Crizia il loro capo.
Un giovane allievo della scuola di Socrate chiede al proprio maestro  “Come viene eletto il nuovo governante di Atene”

E il maestro “Viene tirato a sorte .

Continuando il maestro dice:”Governerà solamente per un giorno, Epistato conserverà il sigillo  dello stato e con esso le chiavi del tesoro del tempio- Sarebbe imprudente consegnare il potere supremo ad un solo uomo, seppur saggio, per un tempo maggiore di un giorno”
(Un cancro endemico dell’Italia è proprio quello di garantire indefinitamente le candidature per consolidare il proprio potere , l’esperienza Hitler non ci ha insegnato niente)

Socrate  :” come si scelgono i cittadini  capi delle città ?”

Allievo “Tirando a sorte”-

Socrate “Dirigere gli affari di stato non è cosa difficile ?”

Allievo :”Si”

Socrate:”Se dovessi scegliere di intraprendere un viaggio per mare sceglieresti un pilota tirato a sorte”

Dopo una pausa Socrate aggiunge “Non affideresti la tua vita ad un medico scelto dalla sorte ,  ma sei disposto tu cittadino a mettere gli affari della città nelle mani di un  qualunque   avventuriero”.

Altra pausa poi Socrate riprende “ Non hai ammesso che la politica è la più difficile delle scienze, non sei in contraddizione ?”

Purtroppo in Italia questo dilemma è terribilmente attuale , non si tira a sorte ma sotto certi aspetti si fa di ben peggio.

Quali sono le logiche perverse ?

Ritenere ad esempio che il conflitto di interessi sia ammissibile perché è una pratica comune, ancor più giustificato se    ad effettuarlo  è la controparte politica.
E’ una logica perversa quella di voler dimostrare alle masse che il conflitto d’interessi è strettamente vincolato all’uso che se ne fa.
E’ come dire “Con il controllo della stampa e della televisione sull’intero territorio nazionale potrei instaurare facilmente una dittatura, ma non lo faccio perché sono buono e vi concedo la libertà”
Ciò che è un nostro diritto , l’assenza di conflitti d’interesse, ci viene presentatato come una gentile concessione , quasi un favore che il politico di turno ci concede.
Nei paesi civili il conflitto d’interessi è un reato , indipendentemente dal fatto che si eserciti o meno (vedi biografia dedicata a Jimmy Wales)..
Parliamo ancora di conflitto d’interessi
Ricordate quando nell’ambito della gestione dei lavori pubblici esisteva ancora la “revisione prezzi” ?
Era un periodo storico in cui il progettista di fatto non aveva alcuna responsabilità sul suo operato (un po’ come i giudici d’assalto di oggi).
Capitava dunque che, ammettere un errore di progettazione , diretta conseguenza della lievitazione dei costi di un lavoro già appaltato, anziché essere un ignominia era una benedizione.
Direzione lavori, imprese appaltatrici ,amministrazioni e progettisti si trovavano uniti nella necessità di caldeggiare questa benedetta  revisione prezzi (cioè aumento dei costi dell’opera pubblica) e per farlo necessitava l’ errore grave nella progettazione.
Tutto ciò  serviva allo scopo di accedere singolarmente e in forma diversa ad una torta più grande da dividere.
Dopo tangentopoli , la dichiarazione esplicita di errore tecnico da parte del progettista anziché essere premiata da chi si aggiudica i lavori   è punita dallo stato.
E’ bastato eliminare alla radice questo conflitto di interessi , per annullare completamente una truffa tanto plateale da essere considerata ormai una regolare consuetudine.

Oggi con l’introduzione all’interno della progettazione del programma lavori e durante il corso degli stessi la possibilità da parte dell’aggiudicatario di porre riserve sulla progettazione non hanno eliminato definitivamente la corruzione, però hanno impedito di favorire uno stupido e lampante conflitto  di interessi:, quello derivante dalla possibile connivenza tra : progettista , impresa e direzione lavori.

Ogni tentativo di dimostrare il contrario è logica perversa.

Analogamente in politica dovrebbe esistere un dicastero dell’economia  indipendente dal potere politico.
Strutturato sulla falsa riga della magistratura odierna.
I suoi componenti devono essere laureati in facoltà universitarie di tipo economico (Non mai visto un medico o un ingegnere fare il giudice o l’avvocato), la base operativa simile a quella dei tribunali o delle agenzie delle entrate.
Il loro compito dovrebbe essere , oltre a quello di determinare gli stipendi dei politici a qualsiasi livello essi siano (Governo, Regioni, Province, Comuni) quello di varare le leggi finanziarie come se fossero veri e propri progetti, e gestire il processo economico di gare d'appalto.

La coalizione che vince le elezioni delinea la linea politica da da perseguire (
ovviamente che non sia utopistica) e il dicastero dell'economia ne definisce le leggi finanziarie a sostegno.

 Chiaramente il dicastero dell’economia così come la magistratura o i  ministeri della difesa e degli interni non potrà essere una struttura federale.
Questa proposta nasce dalla constatazione che l’economia è ormai diventata una scienza.
Anche se non è una scienza esatta non è giusto che molti suo principi strutturali ampiamente collaudati siano opinabili a cuor leggero come se fossero le prestazioni di una squadra di calcio (Le prestazioni politiche ad esempio oggi sono valutate alla stessa stregua delle prestazioni di una squadra di calcio).
E’ ormai stata superata l’era in cui bisognava decidere tra comunismo ed economia di mercato.
Se oggi l’economia di mercato procede male è dovuto proprio al fatto che è gestita da politici (che per quanto competenti sono costretti a seguire  un indirizzo programmatico preciso) e non da economisti senza vincoli elettorali.
In questo tipo di proposta , alla corte dei conti spetterebbe il compito i fare rispettare detti progetti economici .

In che modo ?

Ne più e ne meno  come alla direzione lavori spetta il compito di far rispettare il progetto di un opera pubblica  e del suo  programma lavori.
E’ ovvio che un progetto economico-finanziario è più aleatorio rispetto ad uno statico-meccanico.
Di questo bisognerà tenerne conto sia in fase esecutiva che di controllo.
Se i progetti economici, dati scientifici alla mano, si dovessero dimostrare negligentemente fasulli l’economista di turno dovrà pagare alla comunità i danni prodotti.
Allo scopo di  coprire i costi di tali danni prodotti  , così come il progettista di opere pubbliche anche quello economico potrà optare per un assicurazione  
Se in passato si è scorporata  la giustizia  dalla politica non vedo perché un domani non si possa fare lo steso  con l’economia che ha basi scientifiche maggior  rispetto alla giustizia
Per quando riguarda la leicità  su  multe per danni prodotti , non parliamo di fantascienza,  è ad esempio  attuale il dibattito se far pagare o meno a un magistrato i danni  per errore di giudizio . (Se questo è un magistrato d’assalto amante unicamente del gossip e della carriera veloce ..lo meriterebbe, anche se mi rendo conto che è quasi impossibile  stabilire ciò  , senza dover passare attraverso  processi alle intenzioni di sapore medioevale) 

Solo in   modi drastici come questo, un domani e se si offriranno le circostanze favorevoli ,   si potrà distruggere alla base il plateale conflitto di interessi tra potere politico ed economico.
Anche in questo caso come in quello della legge post tangentopoli sui lavori pubblici la disonestà non si azzererebbe (fa parte del DNA umano) ma quanto meno ciò che oggi è oggetto di scusa domani lo sarà di condanna.

Nessun politico avrà il coraggio di dire  “Così fan tutti”.

Si troverà nelle condizioni dell’autista ubriaco che provoca un incidente.
Alle forze dell’ordine non potrà più dire come prima “Agente mi capisca avevo un po’ bevuto”, la guida in stato di ebbrezza del futuro  politico italiano non dovrà più essere un attenuante ma un aggravante.

Dunque anche il "l'ho fatto perchè  così fan tutti" dovrà essere un aggravante e non un attenuante (soprattutto se "Il così fan tutti" a cui si fa riferimento è identificato in azioni della parte avversa)

 Ritorniamo al problema del dilettantismo imprenditoriale, cosciente o incosciente che sia.

 Ignoriamo volontariamente che esistono un enorme quantità di piccole medie e grandi imprese gestite da emeriti delinquenti  senza scrupoli.
Senza particolari doti imprenditoriali, senza alcuna conoscenza di economia , finanza , sicurezza sul lavoro, qualità , certificazioni CE etc.. etc.
Ebbene da questa gente dipende una parte non trascurabile di cittadini del nostro paese che spesso riceve in busta paga cifre che corrispondono alla metà dei quella riportate, che spesso non è assunta regolarmente e per questo non riceve contributi previdenziali ed assistenza medica.
Da questa gente vengono dilapidate notevoli risorse umane ed economiche.
Tra queste , anche se per motivi diversi,  non sono escluse le imprese estere vere e proprie multinazionali, quali Thyssen Krupp ed Eternit che si sono dimostrate  guidate da veri e propri criminali.
Criminali  da cui in maniera latente è emerso durante le udienze a loro carico la scarsa considerazione umana che avevano nei confronti dell’Italiano,  in quanto unità etnica.
Uno scansafatiche , comunista, pasticcione che tende a farsi male da solo , che se non fossimo venuti noi da fuori sarebbe morto di fame.
C’è da riflettere su come certi trogloditi siano potuti arrivare a vertici sociali così alti.

Come risolvere il problema del dilettantismo imprenditoriale.

I patentini legati a corsi ed esami  gestiti dalle Camere di commercio non hanno sortito grande effetto sicuramente la liberalizzazione delle licenze lo ha fatto ancor meno,poiché  categorie come quella dei Farmacisti, Tabaccai, Taxisti e  Notai continuano comunque ad essere strutturate come corporazioni lobbystiche o monarchie ereditarie.
L’educazione all’imprenditoria è molto simile a quella scolastica, sono settori del vivere umano che non si possono cambiare con un colpo di bacchetta magica, c’è bisogno di un piano politico strutturale ,  pluridecennale  e bipartisan , quest’ultima condizione è necessaria poiché , negli anni ,  dovrà tenere in considerazione  i possibili sconvolgimenti governativi.
La riforma dell’imprenditoria e quella scolastica dovranno essere , se possibile,  una specie di costituente. 
Ci sarà bisogno di alcuni ricettori di sondaggio per stabilire l’evoluzione intellettuale e sociale della nazione e porre eventuali correttivi in caso di previsioni sbagliate.
Avete capito bene anche in questo caso dovrà esserci un vero e proprio approccio scientifico al problema.

La risposta di alcuni amici a cui o già fatto leggere questo articolo è stata “L’umanità per crescere in maniera sana ha bisogno di Caos ed irrazionalità” va bene vorrà dire che in parlamento si dovrà proporre una legge in cui si espleta ,  che prima di prendere ogni decisione politica o legislativa vi sia l’obbligo di consultare l’oroscopo (conoscete quanto di più irrazionale dell’oroscopo ? Scrivetecelo che lo proporremo).

   Vandea

 

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Ottobre 2011 14:36