Banca Carige, la voragine nel bilancio dell’istituto di credito: perché l’Italia rischia il crac

l buco da 257 milioni di euro scoperto nelle casse di Banca Carige preoccupano più del solito l’intero sistema creditizio. A far tremare i banchieri è più che altro il periodo storico che l’Italia sta attraversando, alle prese con lo spread alto e la mannaia della bocciatura europea sulla manovra di bilancio. Il timore più profondo è che di questo passo la Carige potrebbe trascinare con sé l’intera barca degli istituti di credito italiani, per il momento a galla ma nel pieno della tempesta.

La priorità per Carige al momento è il proprio rafforzamento patrimoniale. La prossima primavera è in programma una nuova capitalizzazione, oltre all’aggregazione con un altro istituto, mentre pende ancora la richiesta dell’estate scorsa della Bce di effettuare 257 milioni di rettifiche contabili. In giornata, riporta la Stampa, dovrebbe essere emesso un bond sino a 400 milioni, meno di 100 saranno sottoscritti dagli azionisti, anche se è ancora da confermare quel che ha intenzione di fare Malacalza e soci.

Gli interventi interni però non bastano, tanto da richiedere un aiuto direttamente dal mondo bancario. Il fondo interbancario di tutela dei depositi, partecipato dalle altre banche, stanzierà fino a 370 milioni. E i dubbi degli azionisti del fondo non sono pochi, anche perché non è del tutto remoto il rischio di ritrovarsi azionisti di Carige, una volta convertita la nuova emissione.

Anche nel governo si discute di Carige, con preoccupazione. Fonti di maggioranza riportano di una discussione lo scorso sabato tra il ministro dell’Economia Giovanni Tria e il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. La linea che Lega e M5s dovrebbero seguire l’ha già in qualche modo indicata lo stesso Tria, per quanto a rischio smentita da uno dei due vicepremier: “Le crisi delle banche sono da scongiurare in tutti i modi”, ha detto il ministro.

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