Silvio Berlusconi, la svolta: alle europee senza il simbolo di Forza Italia e senza il suo nome

 

By Salvatore Dama

Silvio Berlusconi sta pensando di rivoluzionare il simbolo di Forza Italia in vista delle elezioni europee. Sulla sua scrivania ci sono varie ipotesi, diversi bozzetti di simbolo.

L’ intenzione è di presentarsi alle urne di maggio come una sorta di coalizione di moderati. Non come partito. E questo impone un ripensamento grafico del logo che andrà stampato sulle schede elettorali. Al Cavaliere l’ idea non dispiace.

Considera esaurita la missione politica di Fi. E le ultime tornate hanno dimostrato anche una preoccupante disaffezione dell’ elettorato tradizionale verso il simbolo che segnò l’ ascesa politica berlusconiana nel ’94.

Insomma Forza Italia ha fatto il suo tempo. È vecchia, non vintage. L’ occasione per tagliare i ponti col passato arriverà presto. In lista, insieme agli azzurri, ci saranno esponenti di vari spezzoni del centro. Dunque, più che un partito, sarà un rassemblement. Che si candiderà in alternativa al blocco dei populisti, da un lato, e alla sinistra, dall’ altro. Il riferimento è al Ppe. Sicché nel nuovo simbolo dovrà esserci un richiamo al popolarismo europeo. Che ha, come marchio, un cuore blu punteggiato dalle stelline dell’ Unione Europea. Ma il Cav non vuole neanche fare troppo il difensore della nomenklatura di Bruxelles. Occorrerà trovare un’ idea nuova, originale.

Chi c’è? –  All’ aggregazione dei moderati parteciperà l’ Udc di Lorenzo Cesa. E Antonio Tajani è stato il regista di questa operazione di avvicinamento. Arriveranno altri centristi. Si spera classe dirigente con doti elettorali importanti rimasta senza una casa politica dopo le elezioni del 4 marzo. In ballo c’ è un ventaglio di soluzioni. La prima, meno drastica, è quella di prevedere due semicerchi. Uno contenente Forza Italia, l’ altro il riferimento al Ppe. La seconda opzione è di far prevalere i colori e i disegni dei popolari, tenendo tra parentesi il tricolore forzista. La terza ipotesi è di fare una cosa tutta nuova.

Berlusconi ha registrato una serie di marchi e sono tutti papabili. Presso il registro europeo, a nome dell’ ex presidente del Consiglio, figurano intestate diverse varianti dello storico brand azzurro: “Grande Italia”, “L’ Italia che lavora”, “Centrodestra italiano” e, ultimo in ordine di tempo, “Rivoluzione Italia”. Non risulta ancora depositato, invece, il logo de “L’ Altra Italia”, sigla di cui Berlusconi parla da tempo. Secondo l’ AdnKronos, un’ altra idea – suggerita da Tajani – è “Stati Uniti d’ Europa”. Ma il Cav si è preso un di più di tempo per riflettere.

Non si candida –  È quasi certa invece la sua decisione di non candidarsi: troppo sbattimento. E a questo punto non si sa neanche se nel logo figurerà la parola “Berlusconi”, come è stato per le ultime elezioni politiche. Quello che è sicuro è che, secondo Silvio, i prossimi mesi saranno determinanti anche per la politica nazionale.

Berlusconi è assolutamente certo che il governo gialloverde non durerà. Parlando con Matteo Salvini questa consapevolezza in lui è aumentata. Ieri ad Arcore girava voce di possibili contatti tra il ministro dell’ Interno e il presidente della Bce Mario Draghi. Conversazioni in cui il numero uno della Banca Centrale Europea avrebbe ammonito il vice premier leghista sulla necessità di modificare profondamente una manovra che, altrimenti, potrebbe portare conseguenze molto serie per l’ economia italiana. «Matteo non è un irresponsabile, penso che abbia recepito il messaggio che gli è arrivato», ha commentato il Cavaliere. Ufficialmente, però, Salvini frena sul riavvicinamento. «Berlusconi? – spiega – Non lo vedevo da un mese, ma siamo alleati sui territori. Io mantengo gli impegni presi a livello nazionale».

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