La spazzatura travolge l’ex sindaco Monopoli: indagato per reati ambientali. Avviso pure per Vito Coppola e la Buttol

 

By Francesco Celiento

 

CAIVANO – Iniziano a tremare i palazzi della potere a pochi giorni dallo scioglimento degli organi elettivi locali mentre è già iniziata sottobanco la campagna elettorale per le comunali del 2018. E come sempre c’è la spazzatura in mezzo a tutto. La Procura della Repubblica di Napoli Nord ha ufficialmente terminato le indagini a carico dell’ex sindaco Simone Monopoli, 54 anni, dell’ex responsabile del settore ambiente del Comune di Caivano Vito Coppola (scelto proprio dal medico per ricoprire questo ruolo),63 anni, e del rappresentante legale della ditta Buttol, che raccoglie la spazzatura a Caivano in regime di proroga ormai da anni, Antonio Cappelluccio, 77 anni.

I tre – i quali come tutti cittadini sono da considerarsi innocenti fino a prova contraria – sono accusati, in concorso fra loro ai sensi dell’articolo 110 del codice penale, dal pm Patrizia Dongiacomo, di violazione delle norme ambientali contenute nel comma 6 articolo 256 e articolo 137 del decreto legislativo 152\2006 (attività di gestione di rifiuti non autorizzata).

Secondo le risultanze investigative Monopoli, Coppola e Cappelluccio sono accusati praticamente di aver depositato in un’area sulla ex statale sannitica (adesso denominata S.P. 498), di proprietà del Comune di Caivano (l’ex campo rom, ndr), in uso alla società Buttol, in modo incontrollato rifiuti solidi di diversa natura, fra cui spazzatura speciale pericolosa (pneumatici, lastre di vetroresina, carcasse di elettrodomestici, barattoli di vernice, ecc); inoltre il magistrato della Procura di Aversa contesta a Monopoli, Coppola e Cappelluccio di aver effettuato uno scarico senza autorizzazione mediante tre vasche di cui alcune senza tombino di chiusura, contenenti un liquido non identificato che fuoriusciva da un tubo di plastica in un fossato a cielo aperto (violando così l’articolo 127 del succitato decreto).

I tre indagati, dalla notifica dell’atto, avvenuto a fine mese di settembre, hanno la facoltà, entro venti giorni di produrre memorie o indagini difensive, rilasciare dichiarazioni spontanee o chiedere di essere interrogati; dopodichè la Procura della Repubblica dovrà decidere se mandarli o meno a processo.

L’inchiesta, inizialmente, portò al sequestro dell’area da parte della Guardia di Finanza il 20 marzo scorso (VEDI FOTO SOPRA), perché l’ordinanza, come già scrivemmo, fu firmata dal sindaco Monopoli nonostante mancasse il nulla osta igienico-sanitario dell’Asl competente per territorio (http://www.ilgiornaledicaivano.it/2017/03/20/sequestato-dalla-finanza-deposito-dei-camion-della-buttol-carenze-ambientali/.

La ditta Buttol, prima di poter utilizzare l’area sulla ex Statale Sannitica come deposito dei camion, pagava un suolo ad un privato, sulla stessa strada e a poche centinaia di metri di distanza, un fitto di svariati migliaia di euro al mese, area anch’essa sequestrata dai vigili urbani per irregolarità. Perciò non si comprende come il Comune possa aver concesso gratis il suo suolo, nonostante il dissesto economico e comunque un suo bene in comodato d’uso ad una ditta a fini di lucro. Probabile che sulla vicenda si attivi anche la magistratura contabile che potrebbe contestare ai responsabili da individuare il danno erariale. La responsabilità penale sarà accertata dai magistrati, ovviamente, ma la responsabilità politica resta ed è un altro brutto colpo di immagine, specialmente in questo periodo pre-elettorale, per un ex sindaco che ha sempre sbandierato la legalità come prima cosa.

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