Manovra, l’Europa rimane scettica: che cosa rivela l’indice Ita-Coin

L’Italia è a un passo dall’accordo con la Commissione europea sul bilancio del 2019. E gli effetti positivi si vedono già come dimostrano i titoli azionari del credito che all’inizio di questa stagione politica hanno cominciato a crollare – il loro indice a Piazza Affari è sceso del 35,8% – mentre finalmente, per la prima volta da maggio, hanno recuperato il 2%.

Eppure l’economia va sempre peggio. Era da quattro anni, analizza il Corriere della Sera, che l’indice Ita-Coin della Banca d’Italia (sintesi di tutte le informazioni disponibili in tempo reale) non segnava una caduta netta come quella di novembre. E il Pil dell’Italia durante l’estate ha cominciato a contrarsi, perché gli investimenti sono in uno stallo prodotto dallo stress di questi mesi sul debito pubblico, che contagia le banche.

In questo momento i mercati sembrano aver recuperato fiducia perché le tensioni tra Lega e Movimento 5 stelle vengono viste come una sempre più vicina crisi di governo. Con la conseguenza che i suoi piani di spesa potrebbero non partire mai. E poi nessuno in Europa considera la manovra di Roma in linea con le regole. Anche il 2 per cento non convince. E’ un compromesso che serve a guadagnare tempo, anche alla luce delle tensioni per la Brexit e in Francia. La Commissione insomma non vuole aprire un nuovo fronte con l’Italia. E una eventuale procedura di infrazione avrebbe come unico effetto quello di scatenare una campagna del governo contro la Ue in vista delle europee di maggio

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