L’avvocato Risponde: “Tradimento ed addebito della separazione”

Avv. Mario Setola

Egregio avvocato, mi chiamo Raffaele e scrivo da Afragola. Ho scoperto che mia moglie mi tradisce, lo sospettavo da due anni, ma lei ha sempre negato. L’altra sera ho trovato in macchina un telefonino con messaggi inequivocabili sia ricevuti che inviati. Ma non solo, anche foto osè di lei, e foto di loro due insieme, nonché lunghe telefonate verso il telefono dell’amante. Posso usare questo telefonino come prova per l’addebito anche se è del suo amante, che ha già minacciato di denunciarmi se non glie lo riconsegno? Io lavoro part-time e guadagno 800 euro al mese lei ne guadagna 1800. Cosa mi spetta in caso di separazione?

L’avvocato Risponde

Gentile Raffaele, la tua situazione, purtroppo non è diversa da molte altre che mi sono pervenute in studio. Innanzitutto confermo l’opportunità, per non passare dalla parte del torto, di riconsegnare il cellulare. In caso di mancata riconsegna dello stesso infatti, saresti querelato per appropriazione indebita, reato previsto dall’articolo 646 del codice penale. Prima di riconsegnare il cellulare tuttavia, ti consiglio di segnare date ed orari degli SMS incriminati (risulteranno comunque dai tabulati telefonici). Non c’è violazione della privacy, visto che il signore ha lasciato il suo cellulare nell’auto utilizzata anche da te. Venendo ai tuoi diritti in caso di separazione e di addebito alla tua infedele consorte, di certo otterrai l’assegno di mantenimento. Cos’è? Il concetto di mantenimento ha una portata più ampia dell’assegno per gli alimenti, essendo relativo alla prestazione di tutto quanto risulti indispensabile alla conservazione del tenore di vita equivalente alla posizione economico-sociale dei coniugi. Il mantenimento spetta al coniuge che non ha avuto responsabilità nella separazione, in proporzione alle sostanze dell’obbligato (Cassazione 8 maggio 1980, n. 3033). Presupposto della concessione dell’assegno è l’inadeguatezza dei mezzi finanziari del coniuge istante, da intendersi come insufficienza degli stessi a conservare un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio (Cassazione 27 novembre 1992, n. 12681). Puoi chiedere con separazione giudiziale, l’addebito della colpa della separazione, al tradimento di tuo moglie. La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, con sentenza n. 13431 del 2008 ha stabilito che “la dichiarazione di addebito della separazione richiede la prova che la irreversibilità della crisi coniugale sia collegabile al comportamento contrario ai doveri nascenti dal matrimonio di uno o di entrambi i coniugi, sussistendo un nesso di causalità fra di esso e il determinarsi dell’intollerabilità della convivenza”.In merito all’inosservanza dell’obbligo di fedeltà del coniuge, la Corte ha evidenziato che “rappresenta una violazione particolarmente grave, la quale deve ritenersi, di regola, circostanza sufficiente a determinare l’addebito della separazione a carico del coniuge responsabile, fermo restando che deve sussistere il nesso di causalità fra l’infedeltà e la crisi coniugale, il quale viene meno ove preesista una crisi già irrimediabilmente in atto”. Nel vostro caso, mi pare di aver intuito, la crisi del rapporto di coniugio è addebitabile esclusivamente al tradimento di tua moglie. Spero tu conosca la differenza tra separazione giudiziale o consensuale. Nella separazione consensuale sussiste un accordo tra i coniugi in ordine alle condizioni (personali e patrimoniali) della separazione stessa. Il Tribunale si limita ad omologare tale accordo (cioè ad assicurarsi che siano rispettati i diritti di ciascun coniuge e della eventuale prole) mediante decreto. Si ricorre, invece, alla separazione giudiziale in caso di disaccordo. In tale ipotesi la separazione viene pronunciata con sentenza dal Tribunale, che si impone nel determinare le condizioni. Il diritto di chiedere la separazione (consensuale o giudiziale) spetta a ciascun coniuge, anche in mancanza di accordo dell’altro coniuge. La procedura si avvia mediante ricorso al Tribunale competente. Se tua moglie non vorrà concederti il mantenimento (intorno ai 500/600 euro mensili), proporrai ricorso al tribunale civile, per ottenere la separazione giudiziale.

Avv. Mario Setola – Civilista- Esperto in Diritto di Famiglia Studio: Cardito (Na) Corso Cesare Battisti n. 145
Cell. 3382011387 Email: [email protected]
Riceve: Martedì, Mercoledì e Giovedì dale 17.30 alle 20.30

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