L’intervista a Gaetano Daniele de Il Notiziario Si parla di politica europea

 

By Nello Acampa

Gaetano Daniele è un Editore che nel 2007 fondò il settimanale “Il Fatto” per la distribuzione gratuita e nel 2009 “Il Notiziario”. Fondatore del Blog “Caivanoweb, ilnotiziario.org  e ith24, è stato più volte candidato ad elezioni amministrative ottenendo numerosissimi consensi. Ha scritto numerosi articoli e fatto interviste esclusive a politici nazionali come: l’On. Ministro dell’Interno Matteo Salvini, l’On. Nissoli, l’On. Gianfranco Rotondi; l’On. Lara Comi; l’On. Ermanno Russo; e tanti altri fra deputati e amministratori locali. Ha ottenuto con il Notiziario web nell’anno 2017/18 oltre 6,7 milioni di visualizzazioni con Google Ad.

Incontriamo Gaetano Daniele a margine del suo intervento ad un convegno sulla comunicazione politica.

Signor Daniele, a guardare oggi l’Unione Europea, e pensando a Ventotene, si scorge una contrarietà, non solo storica, al pensiero dei padri fondatori dell’Europa, ma contraria anche ad un comune buon senso. Siamo proprio sicuri che per conservare la pace (guardiamo a Stati Uniti e Russia) sia necessario stremare le popolazioni europee (non tutte evidentemente) e invece di conseguire lo sviluppo, garante della crescita, non solo economica, delle popolazioni europee, si finisca con il prepararla una nuova guerra?

Certamente la linea di sviluppo adottata dall’Ue, già da molti anni – a mio avviso dalla fine degli anni novanta – andava in collisione con l’idea federalista e solidarista dei padri fondatori. Aver scelto l’allargamento dimenticando, o rimandando ad un lontano futuro l’approfondimento, e cioè una nuova vera cornice di una unione sempre più stretta è stato un errore capitale. Da quella dimenticanza discende il fallimento dei referendum francesi e olandesi su quel topolino del trattato costituzionale. Un allargamento – necessario e giusto – senza che si modificassero in profondità le regole del gioco e soprattutto si riducesse (almeno) il deficit democratico della scarsa legittimazione popolare delle istituzioni comunitarie non poteva che produrre il distacco delle opinioni pubbliche europee e loro disaffezione. Di più: ha rinfocolato l’euroscetticismo. Oggi arriviamo al punto che David Cameron avrebbe messo addorittira in discussione la quarta libertà di Maastricht, cioè la libera circolazione delle persone all’interno della UE. Questo non è che uno dei frutti di una discesa verso gli inferi della ri-nazionalizzazione della politica europea. Una china pericolosa.

Tornando in Italia cosa ha sbagliato Renzi nonostante la piena maggioranza poi frantumata come visibile oggi…

Renzi è stato abilissimo nell’irretire Berlusconi con una serie di lusinghe, prima tra tutti quella di fargli credere di poter essere “un padre della patria”. Seguendo questo piffero Berlusconi ha smesso di fare opposizione e il suo partito è andando in frantumi come lo dimostrano le ultime elezioni e i sondaggi di oggi. Un capolavoro quello di Renzi. Poi, come le cronache hanno scritto ha distrutto tutto con le politiche bancarie di intetesse politico.

Secondo lei Renzi fonderà un nuovo partito? La sinistra PD marcerà verso la scissione?

Renzi prese la sua decisione di stare dentro il partito già all’indomani della sconfitta con Bersani alle primarie del 2012. Mentre molti suoi sostenitori e consiglieri gli suggerivano di abbandonare tutto e farsi il proprio partito, intelligentemente ha aspettato (e operato per) la caduta della leadership bersaniana ed ha raccolto i cocci. Ha dominato per un certo periodo di tempo per poi gettare tutto in caciara personalizzando l’ultimo referendum. Non vedo perché oggi dovrebbe farsi un nuovo partito: finirebbe di farsi del male politicamente parlando.

Perché tutti anche in politica credono di saper comunicare, mentre invece è chiaro che non sono capaci di farlo, almeno non hanno una visione strategica capace di dare respiro a riforme e ristrutturazioni, anche antropologiche, di questo malandato Paese…

In realtà penso che a buona parte dell’opinione pubblica piaccia – e si accontenti di – una comunicazione “superficiale” che rimane in superficie, e che va bene per i media televisivi. Mentre invece per comunicare in termini strategici ci vuole una caratura da uomo di stato, ma ne vedo proprio pochi in giro, oggi. A parte Matteo Salvini che è riuscito a rivoluzionare in pochi anni una Lega al 4% nonostante le tragedie bossiniane.

A chi giova la malata democrazia e incapacità di Governo dell’Italia? E soprattutto questa nuova compagine di governo durerà?  

A nessuno. Questa nuova formazione politica “firmata” da Lega e 5 Stelle, durerà 5 anni. La voglia di governare e fare bene e tanta ma non bisogna sottovalutare che inevitabilmente l’Italia è chiamata a fare dei sacrifici.

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