Spread e golpe finanziario, fuga dai Btp italiani. Panico Giancarlo Giorgetti: “Basta vendite allo scoperto”

 

By Nino Sunseri

Il governo gialloverde spopola nei sondaggi ma non incanta i risparmiatori. Una scelta che smentisce l’ ottimismo del 9 ottobre quando Salvini si era detto certo che gli italiani, alla fine, sarebbero andati in soccorso dell’ esecutivo. La realtà, invece, dice cose diverse vista la fuga del popolo dei Btp. E allora delle due l’ una: o le preferenze verso Lega e Cinque Stelle sono espresse solo da nullatenenti oppure il cuore degli elettori non segue il portafoglio. Difficile leggere altrimenti la notizia diffusa ieri dal Tesoro. L’ emissione di Btp Italia si sta dimostrando un disastro superiore a qualunque previsione. In due giorni il ministro Tria ha raccolto appena 722 milioni: 241 ieri, 481 milioni lunedì. Solo per dare un riferimento della vastità del crollo basta pensare che il Tesoro si aspetta di incassare tra i 7 e i 9 miliardi. Alla fine dell’ operazione però mancano due giorni e i primi due sono da dimenticare.

Fuga dal rischio – Una situazione talmente difficile da preoccupare anche i Cinquestelle. Stefano Buffagni, sottosegretario agli Affari Regionali e gran regista delle strategie grilline soffre: «È un dato che fa riflettere e il quadro complessivo richiede molta attenzione». Tanta cautela si spiega perché stavolta, a girare le spalle al governo non sono le grandi case d’ affari, oppure gli investitori senza volto che chiusi nelle loro banche spostano con un click capitali per migliaia di miliardi. La bocciatura dai Btp Italia arriva proprio dal fronte che questo governo si attendeva più presidiato. Quello del popolo dei piccoli risparmiatori cui questo titolo è dedicato. Si tratta, infatti, di un investimento a quattro anni che si rivaluta con l’ inflazione. Offrono un rendimento minimo garantito,dell’ 1,45 per cento annuo, eventualmente ritoccabile al rialzo al termine del collocamento. La cedola viene pagata ogni sei mesi.

Con i tempi che corrono dovrebbero essere il paradiso dei piccoli risparmiatori che comprano e mettono nel cassetto. Invece fuggono. Non vogliono affidare il loro patrimonio ad un debitore considerato poco affidabile come lo Stato Italiano.

Il ruggito dello spread comincia a fare veramente paura. Ieri è arrivato a quota 326 dopo una puntata a 336 che non raggiungeva dall’ aprile 2013. Si avvicina la soglia dei quattrocento punti che lo stesso governo ha definito come la linea rossa da non valicare.

L’ approssimarsi del baratro innervosisce anche un uomo solitamente pacato come il sottosegretario Giancarlo Giorgetti che chiede di bloccare la speculazione vietando le vendite allo scoperto sui Btp.
Iniziativa che, se attuata, ingesserebbe il mercato rendendolo ancora più aggressivo.

Paralizzati dal fiammeggiare dello spread gli italiani preferiscono tenere i loro soldi sotto il materasso. O quasi. Ieri, infatti, l’ Abi ha segnalato che a ottobre i depositi bancari sono saliti del 3,5% a 1.549 miliardi. Cadono invece i collocamenti di tutte obbligazioni a conferma che i risparmiatori, in questo momento, preferiscono tenersi la liquidità.

Ma lo spread si fa sentire anche sul fronte dei finanziamenti. A ottobre, dice ancora l’ Abi, il tasso sui mutui è passato da 1,80% a 1,87 e i prestiti alle imprese da 1,45 a 1,6%.

Si sta avverando la profezia di Draghi secondo cui il bellicismo parolaio del governo sta danneggiando famiglie e imprese. Ma non fa bene nemmeno al Tesoro.

L’ inattesa fuga dal Btp Italia alza ombre lunghissime sul futuro. L’ anno prossimo, infatti, lo Stato dovrà collocare titoli per 250 miliardi. A questo punto prende consistenza il rischio che qualche asta possa andare deserta. Tanto più che domani, in assenza di fatti nuovi, la Ue aprtirà la procedura d’ infrazione contro l’ Italia per debito eccessivo.

Ottimismo – I vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, fanno finta di niente. «Lo spread non può che scendere, a meno che non ci sia qualcuno che giochi alla speculazione», dichiara il ministro dell’ Interno, mentre il responsabile dello Sviluppo economico gli fa eco: «Siamo fiduciosi che dopo la decisione della Commissione europea lo spread scenderà». Il ministro pentastellato elogia Tria: «Sta combattendo come un leone».
Dall’ Europa le autorità bancarie esprimono preoccupazione, anche se la situazione non viene ancora considerata da allarme rosso. «Il rialzo dei rendimenti dei Btp ha contagiato gli altri Paesi della zona euro solo in modo limitato», afferma il presidente della Banca centrale austriaca ed esponete della Bce, Ewald Nowotny.
Daniele Nouy, capo della vigilanza Bce che fra poco sarà sostituita da Andrea Enria accende il fuoco: «I problemi delle banche greche sono cominciare proprio con le discussion i politiche. Incrocio le dita per l’ Italia». Non proprio un augurio.

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