Matteo Salvini, il piano con Sergio Mattarella per mandare Enzo Moavero alla Ue

 

La prossima tornata di elezioni regionali sarà un test fondamentale. Perchè se i risultati dei sondaggi delle ultime settimane saranno confortati da quelli delle urne, con una Lega che ormai alcune rilevazioni demoscopiche danno addirittura sopra il 35% e un M5S ormai stabilmente al di sotto del 30, è assai probabile che il Carroccio metta davvero in agenda la caduta del governo gialloverde, nato per composizione e poteri su presupposti politico-elettorali ben diversi.

Ma la domanda che in via Bellerio si stanno ponendo già da un po’ è: Mattarella acconsentirà allo scioglimento delle Camere e a nuove elezioni politiche, in uno scenario economico che la manovra rende del tutto difficile da pronosticare e in un anno in cui il Paese sarà già chiamato al voto per le Europee? La risposta è no. Su Il Giornale si avanza però l’ipotesi di un possibile patto proprio tra il Carroccio e il Quirinale: Salvini si impegnerebbe a nominare commissario Ue, dopo le Europee, non un sovranista convinto che “scardini” la vecchia Europa, ma una personalità di comprovata esperienza ed equilibrio, che goda della fiducia delle Cancellerie europee, in cambio di una maggiore disponibilità da parte del capo dello Stato a valutare l’eventuale scioglimento delle camere in caso di crisi di governo.

Il nome più papabile per questo “scambio”? Quello dell’attuale ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Un allontanamento dall’esecutivo, il suo, che tra l’altro dispiacerebbe assai poco al leader della Lega, che non lo considera certamente “uno dei suoi”.

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