Yara Gambirasio, quando il fratellino diceva: “Non è il suo cadavere”

 

Yara Gambirasio, ecco la straziante lettera del fratellino

“Non penso che quello sia il corpo di Yara, chiunque può avere gli stessi vestiti. Una volta l’ho sognata al mare, mi aveva detto che l’avevano rapita ma io l’avevo vista contenta”. Queste parti della testimonianza di uno dei fratellini minori di Yara Gambirasio, un colloquio con gli inquirenti riportato a distanza di anni dal settimanale Giallo è una parte della dichiarazione fatta dal bambino agli inquirenti nel 2012.

“Yara mi aveva raccontato che tornando a piedi dalla palestra si era scontrata con un uomo – proseguiva il ragazzino parlando del presunto colpevole -. Lei aveva chiesto scusa e lui le aveva detto: ‘Stai più attenta, ragazzina’. Era rimasta un po’ sorpresa, mi aveva raccontato anche che quest’uomo la seguiva in via Morlotti con una macchina grigia e un po’ lunga, e la guardava male. Sono rimasto stupito che qualcuno potesse guardarla male, forse quell’uomo era ancora arrabbiato per quella volta che si sono scontrati”.

L’unico imputato, Massimo Bossetti, è stato condannato in secondo grado per l’omicidio di Yara Gambirasio. Ora, la sua battaglia, si sposterà in corte di Cassazione.

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