Vaticano, Papa Francesco e il sospetto del criminologo Bruno: “Emanuela Orlandi e le ossa, forse Bergoglio”

La mano di Papa Francesco nel ritrovamento delle ossa di donna sotto il pavimento di Villa Giorgina, a Roma. La teoria, un terremoto, è di Francesco Bruno, criminologo volto noto in tv, che sul Tempo spiega cosa intravede nell’ultimo mistero del Vaticano.

Se fosse dimostrato che quei resti appartengono ad Emanuela Orlandi, sottolinea Bruno, “sarebbe da ricostruire l’intera vicenda. Io ho sempre detto che era morta dopo essere stata strumento di un ricatto al Papa. Non potevano lasciarla vivere. E non credo che rapimento e omicidio siano stati compiuti dai soli servizi segreti stranieri. Vi entrò anche la banda della Magliana. Non intervenne, attenzione: lasciò fare. Indubbiamente se questa ipotesi fosse veritiera, comporterebbe importanti coperture da parte del Vaticano”. Il contesto sono i torbidi primi Anni 80, con intrecci tra finanza “sporca”, politica internazionale e criminalità.

Ma perché la svolta avverrebbe ora, 35 anni dopo? “La scoperta non sarebbe casuale, ma indotta – conclude il criminologo -. Magari questo nuovo Papa vuole smarcarsi da quel clima torbido corrispondente alla scomparsa della ragazzina e non è escluso che abbia potuto convincere anche i più restii a chiudere la vicenda, autorizzando il disseppellimento”.

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