Verona, passa la mozione anti aborto anche con i voti del Pd: “Veneto città a favore della vita”. E’ bufera

Verona città a favore della vita“. A proclamarlo è una mozione approvata nella notte dal Consiglio comunale del capoluogo veneto. 21 i voti a favore e solo sei i contrari alla proposta, sottoscritta anche dal sindaco di centrodestra Federico Sboarina. In occasione del 40° anniversario dell’entrata in vigore della legge 194, è il leghista Alberto Zelger (firmatario) a impegnare il sindaco e la Giunta a sostenere iniziative per la prevenzione dell’aborto con “l’inserimento nel prossimo assestamento di bilancio di un congruo finanziamento ad associazioni e progetti che operano nel territorio del Comune di Verona”. Ma non solo perché l’impegno sarà rivolto anche al progetto della Regione Veneto “Culla segreta”, che prevede la diffusione dei suoi manifesti pubblicitari nelle Circoscrizioni e in tutti gli spazi comunali.

Il progetto regionale permette alla donna di partorire in anonimato e di non riconoscere il neonato alla nascita, che verrà immediatamente inserito in una famiglia adottiva scelta dal Tribunale dei Minori. “Alcuni punti della legge – sottolinea il consigliere Zelger – sono stati in gran parte disattesi, nonostante le numerose iniziative pubbliche dell’assessorato alla Sanità del Veneto per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite. Per questo, si ritiene che anche il Comune debba adoperarsi per la diffusione di una cultura di accoglienza della vita”.

Ma non tutti hanno apprezzato la proposta: “Vergogna! Vergogna!”, hanno urlato le femministe presenti sulle balconate, vestite con le mantelline rosse e i cappelli quaccheri indossati nella serie tv di Netflix, The Handmaid’s Tale. A protestare, anche il Partito democratico, che si è scagliato contro la capogruppo Carla Padovani, rea di aver votato a favore. Immediatamente Andrea Orlando ne ha chiesto l’espulsione, mentre Maurizio Martina si affretta a definire l’appoggio dell’esponente dem “un grave errore per tutta la segreteria” e a sottolineare che “la 194 non si tocca”. “Così non va – fa eco il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – non si procede con colpi di mano ideologici su temi così delicati”. Intanto su Twitter Laura Boldrini attacca: “È una vergogna. Vogliamo tornare sotto i ferri delle mammane?! Giù le mani dalla 194“.

Condividi: